{"id":2457,"date":"2010-07-20T12:19:01","date_gmt":"2010-07-20T12:19:01","guid":{"rendered":"http:\/\/orthodoxonline.org\/theology\/orthodox-library\/biblical-studies-orthodox-library\/gospel-of-mark-read-and-comment\/explain-the-chapter-xiv-of-the-gospel-of-mark\/"},"modified":"2010-07-20T12:19:01","modified_gmt":"2010-07-20T12:19:01","slug":"explain-the-chapter-xiv-of-the-gospel-of-mark","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.orthodoxonline.org\/theology\/it\/orthodox-library\/orthodox-biblical-studies\/gospel-of-mark-read-and-comment\/explain-the-chapter-xiv-of-the-gospel-of-mark\/","title":{"rendered":"Spiegazione del capitolo quattordicesimo del Vangelo di Marco"},"content":{"rendered":"<p class=\"notice\">\n<p align=\"center\">G - Passione e Resurrezione 14:1 - 16:8<\/p>\n<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Caratteristiche generali dei racconti evangelici sulla Passione:<\/strong><\/span> <a name=\"(1)\" href=\"#01\">(1)<\/a><\/p>\n<p>Prima di interpretare il racconto della Passione di Cristo, dobbiamo considerare le caratteristiche generali dei testi evangelici sulla Passione in modo da avere un quadro chiaro di questi testi fin dall&#039;inizio. Le caratteristiche sono le seguenti:<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><strong>1-<\/strong> I racconti della passione e risurrezione di Cristo concludono i nostri Vangeli (Matteo 26-28, Marco 14-16, Luca 22-24, Giovanni 18-21), e per importanza costituiscono l&#039;apice dei Vangeli. Il lettore ha l&#039;impressione, leggendo la prima pagina, che gli onorevoli scrittori lo stiano preparando al dolore che viene esposto nell&#039;ultima.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ad esempio, l\u2019accoglienza ostile del mondo nei confronti del neonato Ges\u00f9, soprattutto nel Vangelo di Matteo, ha un carattere crociato; E anche quando i capi religiosi degli ebrei cercarono di arrestare Ges\u00f9 (Marco 3:6, Matteo 12:14, Luca 6:11, 13:31, 20:20 e altri). Questi brani costituiscono una chiara introduzione alla Passione. La sua eliminazione della festa del sabato attraverso le sue opere, cos\u00ec come la frase: &quot;Infatti anche il Figlio dell&#039;uomo non \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti&quot; (Marco 10:45 ), e anche: \u00abEcco, io scaccio i demoni e guarisco oggi e domani, e il terzo giorno lo render\u00f2 completo\u00bb (Lc 13,32), e anche \u00abquando lo sposo sar\u00e0 loro tolto\u00bb (Marco 2:20), oltre ad altre espressioni, predice Delle prossime sofferenze alle quali il Figlio di Dio, obbediente fino alla morte, si rivolge volontariamente. Naturalmente le tre predizioni di Ges\u00f9 su se stesso costituiscono l&#039;introduzione pi\u00f9 chiara alla sua passione. La prima predizione avviene immediatamente dopo la confessione di Pietro a Cesarea di Filippo (Marco 8:31, Matteo 16:21, Luca 9:22), e la seconda viene dopo la trasfigurazione e la guarigione del giovane paralitico (Marco 9:31, Matteo 17 :22-23, Luca 9,44-45), e il terzo nel loro viaggio verso Gerusalemme poco prima che i figli di Zebedeo chiedessero di sedersi alla destra del Messia e alla sua sinistra nel regno (Marco 10:33-34, Matteo 20:17-19, Luca 18:31-33).<\/p>\n<p>Tutto quello che abbiamo menzionato prima \u00e8 giustificato dall&#039;affermazione di un teologo straniero quando dice: <strong> \u201cI nostri Vangeli sono essenzialmente una storia della Passione di Cristo con una lunga introduzione\u201d.<\/strong>. Infatti, i racconti evangelici sono incentrati sulla Passione principale, che ne costituisce il culmine.<\/p>\n<p><strong>2-<\/strong> Le informazioni sulla vita, le opere e gli insegnamenti di Cristo nei Vangeli sono frammentarie e limitate, mentre... <strong>I racconti evangelici della Passione sono dettagliati e coerenti<\/strong>. Costituisce un terreno comune sul quale non solo si incontrano i tre evangelisti nei loro vangeli sinottici, ma lo condivide anche il quarto evangelista Giovanni, perch\u00e9 la croce di Cristo costituisce, insieme alla risurrezione, il fulcro della fede della chiesa primitiva. \u00c8 chiaro che attorno a questo asse emerge e si espande la vita della Chiesa primitiva, cos\u00ec come i primi inni ecclesiali con la predicazione apostolica e i primi resoconti della morte di Cristo sulla croce. Tutte queste ricche informazioni costituiscono la sezione pi\u00f9 dettagliata sulla Chiesa Missionaria Primitiva.<\/p>\n<p><strong>3-<\/strong> I racconti della Passione non costituiscono una \u201cstoria della Passione\u201d nel senso pieno del termine; <strong>Costituisce una valutazione e interpretazione del dolore<\/strong> Nella Chiesa che crede in Cristo crocifisso e risorto. Naturalmente, questo non significa che gli evangelici onesti non si preoccupino dell\u2019accuratezza storica, ma significa che subordinano la storia alla teologia. Cos\u00ec si spiega talvolta la differenza tra gli evangelisti nella successione delle domeniche, cos\u00ec come la differenza tra loro nell&#039;ordine delle parole di Ges\u00f9 o di quelle di altri a lui rivolte. Vale la pena notare a questo proposito l&#039;osservazione del commentatore Zigavenus: \u00abDovremmo sapere che gli evangelisti non presentano mai gli insegnamenti e i miracoli di Cristo per interesse storico. Non rispettano affatto la sequenza degli eventi, ma piuttosto si affrettano a predicarli\u201d. Gli evangelisti non scrivono opere storiche e non citano elementi storici che hanno portato all&#039;arresto e alla morte di Ges\u00f9, piuttosto presentano il mistero della Croce, che si dispiega nella storia e porta alla salvezza delle persone nonostante la loro resistenza a realizzarle Esso. Pertanto, troviamo le narrazioni sulla Passione e sulla Resurrezione semplici e brevi, senza un focus emotivo o una descrizione tragica dello stato psicologico dei lavoratori, che mira a commuovere i sentimenti del lettore. Lo scopo delle narrazioni \u00e8 quello di evidenziare il carattere salvifico degli avvenimenti attuali e di indicarne il significato per la Chiesa.<\/p>\n<p><strong>4-<\/strong> Gli evangelisti collegano gli eventi della passione di Cristo con le predizioni dell&#039;Antico Testamento su di essi, citando passaggi biblici che si sono adempiuti in Cristo o rivedendo gli eventi attuali nei termini dell&#039;Antico Testamento. Vogliono dimostrare che gli eventi attuali non sono separati da... <strong>Il piano di Dio per salvare l&#039;umanit\u00e0<\/strong>; Questa misura era gi\u00e0 espressa anche nell&#039;Antico Testamento. Pertanto, la Passione non \u00e8 stata registrata per necessit\u00e0 storica o per qualsiasi altra necessit\u00e0 globale, ma piuttosto per dichiarare la volont\u00e0 di Dio Padre di salvare tutti.<\/p>\n<p><strong>5-<\/strong> Possiamo trovare <strong>Tono difensivo<\/strong> Nei racconti della Passione. Qui notiamo due tendenze: sottolinea l\u2019abbandono volontario di se stesso da parte di Ges\u00f9 alla sofferenza, e la sua precedente conoscenza e accettazione di essa; Emerge, invece, il tentativo del sovrano romano di esonerarsi, addossando la responsabilit\u00e0 agli ebrei. In questo contesto i romanzi difendono gli esterni alla chiesa, cio\u00e8 i presidenti romani, oppure, nel primo caso, la difesa spetta ai membri della chiesa.<\/p>\n<p><strong>6-<\/strong> <strong>L&#039;elemento indicativo \u00e8:<\/strong> Non assente dai nostri romanzi. Non \u00e8 chiaramente affermato, ma \u00e8 nascosto nell\u2019esortazione di Ges\u00f9 ai suoi discepoli a vegliare e pregare (Marco 14:38, Luca 22:40, 46), nelle sue parole sulla non resistenza (Matteo 25:52, Luca 22:51 ), nella preghiera sulla croce perch\u00e9 lo crocifissero (Lc 23,34), nel pentimento all&#039;ultimo momento di uno dei due ladroni (Lc 23: 40-43), nell&#039;apparizione di un angelo dal cielo per sostenere Ges\u00f9 nel Getsemani (Luca 22:43) e altri. Attraverso tutto ci\u00f2, egli esorta i cristiani a continuare la loro lotta con coraggio e preghiera, certi del rafforzamento di Dio in loro, che alla fine li porter\u00e0 alla vittoria.<\/p>\n<p><strong>7-<\/strong> Infine, lo troviamo nelle narrazioni sulla Passione <strong>Un&#039;eco della tradizione liturgica della Chiesa<\/strong> All&#039;interno del quale furono scritti i Vangeli. Questo carattere ci permette di ordinare l&#039;uso dei racconti evangelici innanzitutto nella nostra vita liturgica ecclesiastica, senza escluderne l&#039;uso nella predicazione apostolica fuori della Chiesa. Qui ci limitiamo a due esempi, il primo dei quali \u00e8 la rielaborazione da parte dell&#039;evangelista Matteo delle frasi di Ges\u00f9 durante l&#039;Ultima Cena (\u201cPrendete, mangiate. Questo \u00e8 il mio corpo... Bevetene tutti...\u201d). Queste espressioni hanno certamente a che fare con il servizio liturgico della Chiesa. Questo punto di vista \u00e8 confortato anche dal confronto con l&#039;ordine liturgico menzionato da Marco nella terza presentazione di quelle parole (\u201cE prese un calice, rese grazie, lo diede loro e tutti ne bevvero\u201d). Il secondo esempio \u00e8 la disposizione degli eventi della crocifissione secondo le tre ore (Marco 15, 1, 25, 33, 42), che molto probabilmente non \u00e8 altro che un&#039;eco del servizio liturgico. Senza che la sua forma sia necessariamente quella assunta dalla Chiesa di Roma.<\/p>\n<p>Oltre a queste caratteristiche, ci sono caratteristiche specifiche di ciascun evangelista. Ognuno di loro sottolinea una delle caratteristiche comuni pi\u00f9 di altre, aspettando con ansia l&#039;obiettivo desiderato che serve al suo messaggio. Il cristiano comprende le narrazioni evangeliche, attraverso l&#039;illuminazione degli evangelisti, non come narrazioni storiche, ma come narrazioni storiche <strong> Come annunciano i testi <\/strong> <a name=\"(2)\" href=\"#02\">(2)<\/a><strong> L&#039;amore di Dio nella storia per la salvezza dell&#039;umanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Introduzione alla passione: accordo di resa:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>1 Due giorni dopo avvennero la Pasqua e i giorni degli Azzimi. Allora i capi sacerdoti e gli scribi cercavano come catturarlo con un sotterfugio e ucciderlo. 2 Ma dicevano: \u00abNon durante la festa, perch\u00e9 \u201cCi sar\u00e0 un tumulto tra il popolo\u201d.<br \/> 10 Allora Giuda Iscariota, uno dei dodici, and\u00f2 dai capi sacerdoti per consegnarlo loro. 11 All&#039;udire ci\u00f2 si rallegrarono e gli promisero di dargli del denaro. E chiedeva come consegnarglielo se ce ne fosse stata l&#039;occasione. (Marco 14:1-2, 10-11, Matteo 26:1-5, Luca 22:1-6).<\/strong><\/p>\n<p>Il racconto della passione di Ges\u00f9 inizia con il racconto dei tentativi dei capi religiosi ebrei di trovare un modo per arrestarlo. Questi tentativi sono noti al lettore del Vangelo da informazioni precedenti (Mc 3,6; 12,12) e risalgono a pochi giorni prima della Pasqua, quando avvennero questi avvenimenti legati alla Passione. I leader religiosi ebrei fecero tentativi concentrati per trovare un modo per arrestare Ges\u00f9 nei giorni precedenti la Pasqua, in particolare due giorni prima della Pasqua. Il giorno di Pasqua, che \u00e8 la maggiore delle festivit\u00e0 ebraiche che commemorano la liberazione del popolo di Dio dalla schiavit\u00f9 egiziana, iniziava il quattordici del mese di Nisan (fine marzo - inizio aprile), con l&#039;uccisione dei l&#039;agnello pasquale, che veniva mangiato dopo il tramonto, cio\u00e8 all&#039;inizio del 15 di Nisan. L&#039;Eid continua per tutta la Settimana dei Pani Azzimi dal 15 al 21 aprile. <strong>Le parole Pasqua e Pani Azzimi erano usate insieme nel linguaggio del popolo per indicare il primo giorno della festa e tutta la settimana<\/strong> <a name=\"(3)\" href=\"#03\">(3)<\/a>.<\/p>\n<p>I capi religiosi degli ebrei, guidati dai \u201ccapi sacerdoti\u201d, cercavano da tempo un\u2019occasione favorevole per distruggere Ges\u00f9. Ma temevano le persone che tenevano in grande stima, e quindi evitavano ogni azione pubblica contro di lui. Sebbene il sommo sacerdote ufficiale di quell&#039;anno fosse Caifa, e mantenne questa posizione dal 18 al 36 d.C. a causa della sua sottomissione ai romani e della sua caratteristica indifferenza verso gli interessi della gente, Anna fu attivamente coinvolta nei tragici eventi, ed \u00e8 un predecessore di Caifa e di suo suocero, e un uomo forte davanti al quale Ges\u00f9 rappresent\u00f2 per primo, dopo il suo arresto (Giovanni 18:11\u2026).<\/p>\n<p>Sembra che i suddetti atti dei sommi sacerdoti e degli scribi non avvengano nell&#039;ambito delle sessioni legali dell&#039;intero Gran Consiglio, ma costituiscano piuttosto discussioni private e informali di alcuni membri di questo consiglio al fine di trovare una soluzione pratica modo per arrestare quell\u2019insegnante che guadagna costantemente e pericolosamente la simpatia della gente. Quanto all&#039;opportunit\u00e0 di intensificare queste discussioni e tentativi, essi l&#039;hanno avuta, secondo i Vangeli sinottici, con l&#039;episodio della purificazione del tempio di Salomone, e secondo Giovanni, con il miracolo della risurrezione di Lazzaro, quando i capi ebrei temevano che i romani li avrebbero privati del potere se non avessero preso immediatamente l&#039;iniziativa e posto fine all&#039;attivit\u00e0 di Ges\u00f9 tra il popolo (Gv 11, 45 e ss).<\/p>\n<p><strong>Versetti 10-11<\/strong>: Giuda, uno dei dodici discepoli, rispose al desiderio dei capi sacerdoti e degli altri capi di trovare il modo appropriato per arrestare e uccidere Ges\u00f9, anche se in modo fraudolento. Nei Vangeli questo Giuda porta il titolo di Iscariota. I tentativi di alcuni commentatori di collegare questo nome al significato di \u201cuomo della menzogna\u201d o \u201cuomo dell&#039;inganno\u201d o di confermarne la derivazione dalla parola latina Sicarius sono falliti. Molto probabilmente indica l&#039;origine della famiglia poich\u00e9 suo padre portava lo stesso nome (vedere Giovanni 6:17, 13:2). \u00c8 caratteristico sottolineare che questo studente \u00e8 uno dei Dodici \u00abper mostrare la mediocrit\u00e0 del traditore e negarla\u00bb, come dice san Cirillo d\u2019Alessandria. Il quarto evangelista chiama quel discepolo \u201cSatano\u201d, aggiungendo che il maestro che scelse i dodici discepoli non ignorava che uno di loro lo avrebbe tradito (Gv 6,70-71).<\/p>\n<p>La gioia dei sommi sacerdoti e degli scribi (e dei capi dei soldati aggiunti secondo Luca) dopo l&#039;accordo con Giuda \u00e8 espressa dalla promessa che gli faranno una somma di denaro pari, secondo il racconto di Matteo, a trenta denari d&#039;argento che aveva richiesto. La domanda sorge spontanea: sono stati i soldi a spingerlo ad arrendersi? Quanto affermato nei Vangeli non supporta questa visione. Pertanto, la ragione pi\u00f9 profonda della resa deve essere stata quella di deludere le speranze messianiche di politica nazionale per le quali Giuda condivideva l&#039;entusiasmo del resto degli ebrei. Quando fu confermato che il suo insegnante non avrebbe operato efficacemente contro i dirigenti romani, come speravano gli appartenenti al partito zelota, cio\u00e8 quando fu confermato che l&#039;insegnante non avrebbe soddisfatto le speranze e le aspettative di molti ebrei si aspettavano da lui, poi ne facilit\u00f2 l\u2019arresto da parte dei capi ebrei. La disperazione, soprattutto in un\u2019epoca in cui abbondano i movimenti messianici e falsi messianici, non \u00e8 un elemento irrilevante nella nostra ricerca del motivo pi\u00f9 profondo della resa. Tuttavia, la nostra opinione sarebbe giustificata anche se dicessimo che la ricompensa finanziaria \u00e8 stata un\u2019opportunit\u00e0 per dimostrare questa profonda motivazione per il lavoro di Giuda. Pertanto, \u00e8 corretto enfatizzare l\u2019\u201cavidit\u00e0\u201d di Giuda (amore per l\u2019argento) negli inni della chiesa, soprattutto durante la Settimana Santa. Solo Matteo tra gli evangelisti fissa la somma in trenta denari d&#039;argento secondo quanto affermato in Zaccaria 11,12 (in accordo con Geremia 38,6-15), che considera tale somma come l&#039;estorsione che il pastore espulso riceve dalla cura le sue pecore.<\/p>\n<p>Dopo aver discusso della ricompensa, Giuda cominci\u00f2 a cercare l\u2019occasione per consegnare Ges\u00f9 (\u201csenza folla\u201d, Lc 22,6, cio\u00e8 lontano dalla gente, per evitare ogni manifestazione e rivolta indesiderata dei romani). \u00c8 noto che nel giorno di Pasqua le persone affluiscono a Gerusalemme per la festa e il loro numero sale a circa 200.000. A causa di questo numero e del rumore e dei disordini che lo accompagnarono, i capi romani trasferirono il loro quartier generale da Cesarea a Gerusalemme. Da qui diventa chiaro perch\u00e9 i capi ebrei volevano che Ges\u00f9 fosse arrestato lontano dalla folla. Per questo il contributo di Giuda fu prezioso perch\u00e9 conosceva bene il luogo <a name=\"(4)\" href=\"#04\">(4)<\/a> Ci\u00f2 che il suo maestro andava a fare in quei giorni con i discepoli per allontanarsi dal rumore della folla (vedi Luca 21:37, 22:39, Giovanni 11:54 e 57, 18:2 \u201cE Giuda, che trad\u00ec lui, conosceva il luogo, perch\u00e9 spesso Ges\u00f9 si era radunato l\u00ec con i suoi discepoli.\u201d) ). Teofiletto vede il contributo di Giuda nel guidare gli ebrei fino al momento in cui Ges\u00f9 sarebbe stato solo \u201cperch\u00e9 avevano paura di arrestarlo mentre insegnava alla gente\u201d. Promise loro che lo avrebbe consegnato loro in privato.<\/p>\n<p>Notiamo anche in questo racconto e in molti luoghi delle narrazioni del L\u0101m l&#039;uso estensivo del verbo \u201carrendersi\u201d, che richiama alla mente gli inni del servo sofferente di Dio secondo Isaia (soprattutto in Isaia 52-53 ), dove viene utilizzato frequentemente. Attraverso l&#039;uso di questo verbo, soprattutto nella forma passiva (\u201cconsegnare\u201d, \u201cconsegnare\u201d, \u201cconsegnare\u201d), si indica, a prescindere da quanto \u00e8 avvenuto in termini di fatti storici umani, che <strong>Cristo \u00e8 consegnato da Dio alla morte per i peccati del mondo<\/strong>. Cio\u00e8, la croce di Cristo non arriva come un risultato storico globale, ad esempio, l\u2019intersezione dell\u2019odio contro gli ebrei con l\u2019autorit\u00e0 dei romani, ma piuttosto \u00e8 una manifestazione dell\u2019amore di Dio per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ges\u00f9 unse con l&#039;unguento:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>3 Mentre egli era a Betania, in casa di Simone il lebbroso, mentre era a tavola, arriv\u00f2 una donna con un vaso di alabastro pieno di unguento puro di nardo molto buono. Il prezzo. Allora ruppe la fiasca e gliela vers\u00f2 sulla testa. 4 Ed alcuni erano indignati dentro di s\u00e9 e dicevano: Perch\u00e9 \u00e8 avvenuto questo spreco dell&#039;unguento? 5 Infatti questo si poteva vendere per pi\u00f9 di trecento denari e darlo ai poveri\u00bb. E la sgridavano. 6 Ma Ges\u00f9 disse: \u201cLasciatela stare!\u201d Perch\u00e9 la disturbi? Mi hai fatto una buona azione! 7 Infatti i poveri li hai sempre con te e, se vuoi, puoi far loro del bene. Ma non sono sempre con te. 8 Ha fatto quello che doveva fare. Ella \u00e8 andata avanti e ha unto il mio corpo con olio per la sepoltura. 9 In verit\u00e0 vi dico: dovunque sar\u00e0 predicato questo vangelo, in tutto il mondo, anche ci\u00f2 che ha fatto questa donna sar\u00e0 raccontato in memoria di lei\u00bb. (Marco 14:3-9, Matteo 26:6-13).<\/strong><\/p>\n<p>Tra la menzione dei tentativi dei capi ebrei di arrestare Ges\u00f9 e il dialogo di Giuda con loro, l&#039;evangelista inserisce il racconto del Maestro unto con olio da una donna nella casa di Simone il lebbroso a Betania. Questo racconto non compare nel Vangelo di Luca. L&#039;evangelista Giovanni colloca quell&#039;evento \u00absei giorni prima della Pasqua\u00bb a Betania, e identifica la donna: Maria, la sorella di Lazzaro (Gv 12,1-11).<\/p>\n<p>L&#039;opera qui descritta costituisce una delle letterature pi\u00f9 conosciute in Palestina. Nella nostra narrazione non sappiamo esattamente chi sia la donna e non viene detto che ha torto. Quanto al profumo che, dopo aver rotto la bottiglia, \u00e8 stato versato sul capo di Ges\u00f9, \u00e8 profumo puro, molto costoso, ricavato dalla \u201cvaleriana\u201d, la pianta indiana dall&#039;odore gradevole. \u201cAlcuni di loro\u201d erano arrabbiati (Giuda era arrabbiato, secondo l&#039;evangelista Giovanni) per la distruzione del profumo, il cui prezzo avrebbe potuto coprire i bisogni dei poveri. Ges\u00f9 risponde dicendo che la donna ha fatto una \u201cbuona azione\u201d perch\u00e9 c&#039;\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di fare del bene ai poveri ma non sempre il Maestro sar\u00e0 con loro, e interpreta il gesto della donna come un&#039;anticipazione del suo corpo per la sepoltura ( perch\u00e9 il profumo veniva usato durante la sepoltura per ungere i morti).<\/p>\n<p>Dobbiamo intendere cos\u00ec le parole di Ges\u00f9 sui poveri: Fare la carit\u00e0 \u00e8, certo, un&#039;opera buona, ma il cristiano non deve dimenticare in nome della carit\u00e0, che \u00e8 il primo fattore della carit\u00e0 e dell&#039;amore, perch\u00e9 se la carit\u00e0 non derivare dall&#039;amore dichiarato di Cristo per noi, pu\u00f2 costituire una pericolosa manifestazione sociale con un motivo interno puramente umano che manca del suo focus principale, che \u00e8 Cristo.<\/p>\n<p>L&#039;amore del cristiano per il fratello \u00e8 una risposta all&#039;amore di Dio per il mondo. Questa questione pu\u00f2 sfuggire alla mente del cristiano quando, in nome della benevolenza verso i poveri, Dio dimentica la fonte dell&#039;amore. Pertanto, dopo che l\u2019amore di quella donna per lui divenne evidente, il Vangelo fu predicato \u00abin memoria di lei\u00bb.<\/p>\n<p>Qui sorgono due domande: primo, perch\u00e9 Luca non menziona questo evento? La seconda \u00e8: l&#039;evento menzionato in Matteo e Marco \u00e8 lo stesso menzionato in Giovanni?<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che giustifica l&#039;assenza dell&#039;evento secondo Luca \u00e8 che egli ha precedentemente menzionato nel brano 7, 36-50 un evento simile compiuto da una donna adultera pentita, e questo evento avviene in casa di Simone il fariseo, e quindi evita presentare un altro incidente in modo che non vi siano duplicazioni nelle narrazioni. Questa interpretazione \u00e8 accettata dalla maggior parte dei commentatori ed \u00e8 la pi\u00f9 probabile. Lo studente potrebbe essere in grado di aggiungere che questo evento potrebbe non essere collegato alla tradizione della Passione di Luca, o che ci\u00f2 che \u00e8 detto in Luca 22:3 riguardo a Satana che entra in Giuda \u00e8 un riferimento esatto all&#039;episodio di Ges\u00f9 che unge con profumo, cosa che sapeva ma non menzionava nel suo Vangelo, quando Giuda si scontent\u00f2, per distruggere il profumo, and\u00f2 subito incontro ai capi sacerdoti.<\/p>\n<p>Ovviamente, l&#039;episodio in Luca 7:36-50 \u00e8 molto diverso e avviene molto prima della Passione. Ma come possiamo collegare quanto affermato da Matteo e Marco e quanto affermato da Giovanni? I tre evangelisti parlano dello stesso evento? Come collocare allora l&#039;evento sei giorni prima della Pasqua, mentre in Matteo e Marco l&#039;evento avviene due giorni prima della festa? Inoltre, se i due eventi sono simili ma diversi (come alcuni li considerano in base alla differenza temporale in cui si sono verificati e al fatto che Giovanni sta parlando della sorella di Lazzaro), come spiegare la stessa descrizione della spezia e nello stesso luogo? , cio\u00e8 Betania? Allo stesso modo, come spiegare l&#039;insoddisfazione stessa, il discorso dei discepoli e la loro impressione, e anche la stessa interpretazione data da Ges\u00f9 al lavoro delle donne?<\/p>\n<p>Tra i seguaci del punto di vista secondo cui esiste una differenza tra le due donne tra Matteo e Marco da un lato e Giovanni dall&#039;altro, abbiamo Origene, Zigaven e Teofiletto. Quanto a san Giovanni Crisostomo, distingue la donna dei Vangeli di Matteo e di Marco dalla donna del Vangelo di Giovanni, ma la unisce alla donna del Vangelo di Luca. Crediamo che il luogo sia lo stesso e che l&#039;interpretazione sia la stessa sia per la sua funzione di preludio alla sepoltura sia per l&#039;obiezione dei discepoli (soprattutto Giuda secondo Giovanni). Tutto ci\u00f2 ci fa tendere al punto di vista che l&#039;evento \u00e8 lo stesso in Matteo, Marco e Giovanni. Quanto all&#039;identificazione della donna, il quarto evangelista potrebbe aver ottenuto dettagli pi\u00f9 precisi. Sembra che l&#039;ora dell&#039;evento in Giovanni (sei giorni prima della Pasqua) sia quella pi\u00f9 corretta, mentre in Matteo e Marco l&#039;evento \u00e8 legato ad un tempo pi\u00f9 vicino alla morte di Ges\u00f9 per l&#039;interpretazione data al lavoro della donna come precursore della sepoltura. Quindi gli evangelici, indipendentemente dai fatti storici precisi degli eventi attuali, sono particolarmente preoccupati, soprattutto, dell&#039;interpretazione teologica degli eventi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Preparazione della cena pasquale:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>12 E il primo giorno dei pani azzimi. Mentre immolavano la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: \u00abDove vuoi che andiamo a preparare per mangiare la Pasqua?\u00bb. 13 Allora mand\u00f2 due dei suoi discepoli e disse loro: \u00abAndate in citt\u00e0 e vi verr\u00e0 incontro un uomo che porta una brocca d&#039;acqua. Lo hanno seguito. 14 E dovunque entrer\u00e0, dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov&#039;\u00e8 la stanza dove potr\u00f2 mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 15 Poi ti mostrer\u00e0 una grande stanza al piano superiore, ammobiliata e preparata. L\u00ec hanno preparato per noi\u201d. 16 Allora i suoi discepoli uscirono e vennero in citt\u00e0 e trovarono ci\u00f2 che aveva detto loro. Cos\u00ec prepararono la Pasqua. (Marco 14:12-16, Matteo 26:17-19, Luca 22:7-13).<\/strong><\/p>\n<p>Cominciano le prime difficolt\u00e0 interpretative del brano <strong>Versetto 12<\/strong> Dove la missione dei discepoli cade \u00abnel primo giorno degli azzimi, quando si immolava la Pasqua\u00bb (cfr Mt 26,17 \u00abil primo giorno degli azzimi\u00bb, Lc 22,7 \u00abil giorno degli azzimi in cui La Pasqua doveva essere sacrificata\u201d). \u00c8 noto che il primo giorno dei Pani Azzimi, cio\u00e8 il 15 Nisan, non coincide con il giorno dell&#039;immolazione dell&#039;agnello pasquale, bens\u00ec con il giorno immediatamente successivo. Come dunque l&#039;evangelista d\u00e0 qui l&#039;impressione di unire i due giorni? Nel linguaggio del popolo le due parole \u201cPasqua\u201d e \u201cpane azzimo\u201d sono sinonimi, e l\u2019una \u00e8 usata al posto dell\u2019altra, o meglio distintamente, per indicare l\u2019intero periodo di otto giorni dal 14 Nisan al 21 Nisan. Dobbiamo tenerne conto per comprendere le cose come stanno realmente.<\/p>\n<p>Questa interpretazione non contraddice la visione dei commentatori antichi e moderni secondo cui l&#039;aggettivo \u201cprimo\u201d \u00e8 usato nel senso di \u201cprecedente\u201d, ma piuttosto la sostiene. Pertanto, l&#039;agnello viene macellato il giorno prima dell&#039;inizio dei Giorni degli Azzimi, il che \u00e8 coerente con la realt\u00e0. Uno dei sostenitori di questo punto di vista \u00e8 san Giovanni Crisostomo, che afferma: \u201cIl primo giorno degli Azzimi \u00e8 il giorno prima dei giorni degli Azzimi, perch\u00e9 il conteggio comincia sempre dalla sera. Questo si riferisce al giorno in cui la Pasqua viene macellata la sera, nel senso che avvenivano il gioved\u00ec prima del sabato. Qui parla del tempo in cui vennero, che era il giorno prima dei giorni degli Azzimi, e dice: Venne il giorno degli Azzimi... ecc. Cio\u00e8 \u00e8 vicino, alle porte, e intende la notte prima di quei giorni di Pasqua. Allo stesso modo, Teofiletto scrive: \u201cIl primo dei Giorni degli Azzimi \u00e8 il giorno prima dei Giorni degli Azzimi, come se dicesse che venerd\u00ec sera avrebbero dovuto mangiare la Pasqua, che era chiamata anche Azzimi. Il Signore manda i suoi discepoli nel gioved\u00ec, che l&#039;evangelista chiama il primo dei giorni degli azzimi, perch\u00e9 cade prima del venerd\u00ec, quando alla sera mangiano gli azzimi.<\/p>\n<p>Questa interpretazione \u00e8 supportata da:<\/p>\n<ol>\n<li>Altrove nel Nuovo Testamento l&#039;aggettivo \u201cprimo\u201d \u00e8 usato nel senso di precedente;<\/li>\n<li>In questo senso il brano \u00e8 coerente con ci\u00f2 che fanno gli ebrei durante la Pasqua.<\/li>\n<li>I padri erano pi\u00f9 vicini al testo e ai costumi di quel periodo, e il significato dell&#039;espressione era cos\u00ec.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Secondo quanto sopra, Ges\u00f9 viene inviato la notte della Pasqua ebraica <a name=\"(5)\" href=\"#05\">(5)<\/a> Due dei suoi discepoli (Pietro e Giovanni, secondo il racconto di Luca) si recarono a Gerusalemme per preparare la cena pasquale e tutto il necessario per essa. Quando chiedono dove avr\u00e0 luogo la cena, egli anticipa loro che, appena entrati in citt\u00e0, verranno accolti da una persona che porta una \u201cbrocca d&#039;acqua\u201d (\u00e8 noto che portare una brocca d&#039;acqua di solito appartiene a donne, quindi \u00e8 sorprendente vedere un uomo che trasporta una brocca d\u2019acqua). Disse questo e aggiunse che lo seguissero finch\u00e9 non fosse entrato in casa. Chiedono al proprietario della casa dove si trova la cena e lui mostra loro una grande mansarda arredata. In molte case palestinesi, c\u2019\u00e8 un piano che contiene uno spazio spazioso per riunioni e servizi, che \u00e8 una sorta di salone chiamato \u201cattico\u201d. Il dettaglio attribuito a questa soffitta come \u201campia\u201d e \u201carredata\u201d deriva molto probabilmente dal vivido ricordo che si cement\u00f2 nella mente dei discepoli testimoni oculari. Il brano si conclude con l&#039;affermazione che i due discepoli inviati \u00abtrovarono Ges\u00f9 come aveva loro detto\u00bb e prepararono la Pasqua.<\/p>\n<p>Non abbiamo testimonianze storiche circa la casa dove ebbe luogo l&#039;Ultima Cena. La tradizione parla della casa della madre di Giovanni Marco, dove molto probabilmente si radunarono i primi cristiani. Alcuni storici moderni tendono a dire che \u00e8 la casa di un parente. La domanda qui sollevata: qual \u00e8 il significato della predizione di Ges\u00f9 riguardo ai dettagli relativi alla missione dei discepoli inviati in citt\u00e0? Coloro che affermano che ci sia stato un accordo preliminare tra Ges\u00f9 e uno degli abitanti di Gerusalemme affinch\u00e9 i discepoli rimanessero stupiti dell&#039;adempimento della sua profezia, sono lontani dallo spirito e dallo scopo del testo.<\/p>\n<p>Il significato della previsione in <strong>Versetti 13-15<\/strong> Secondo Teofiletto, Ges\u00f9 conosceva in anticipo non solo il semplice avvenimento, ma anche tutto ci\u00f2 che sarebbe accaduto successivamente durante la Sua Passione, e tutto ci\u00f2 accett\u00f2 per scelta: \u00abLi mand\u00f2 a uno che non conoscevano, per dimostrare che Voleva accettare la Passione. Altrimenti, colui che persuase la mente di quello sconosciuto ad accoglierli in casa, non avrebbe potuto accettare la sofferenza nonostante ci\u00f2 che i Giudei volevano fare\u201d.<\/p>\n<p>Cristo \u00e8 il padrone dell&#039;attualit\u00e0. Non si \u00e8 sottomesso ad essa semplicemente per inevitabilit\u00e0 storica, n\u00e9 \u00e8 vittima di cattive circostanze storiche. Piuttosto, \u00e8 il servitore sofferente di Dio, come descritto dal profeta Isaia. Ges\u00f9 non si rende conto di assumere su di s\u00e9 l&#039;opera del servo sofferente quando viene arrestato, ma fin dall&#039;inizio della sua attivit\u00e0 pubblica (cfr racconto battesimale, dove il Padre lo riconosce come \u201cfiglio prediletto\u201d con il quale sta un \u201cmistero\u201d).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Conclusione:<\/span><\/p>\n<p>Per tutta la sua vita Ges\u00f9 si prepar\u00f2 alla sofferenza. Tutto questo, quindi, lo ha compiuto secondo la volont\u00e0 di Dio e non sotto la pressione delle circostanze storiche, ed \u00e8 ci\u00f2 che cerca di far comprendere ai suoi studenti attraverso varie parole o azioni e soprattutto prevedendo alcuni semplici dettagli.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L&#039;Ultima Cena prima della Passione - la consegna del sacramento del ringraziamento divino:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>22 Mentre mangiavano, Ges\u00f9 prese il pane, lo benedisse, lo spezz\u00f2, lo diede loro e disse: \u00abPrendete, mangiate questo \u00e8 il mio corpo\u00bb. 23 Poi prese il calice, rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24 Poi disse loro: \u00abQuesto \u00e8 il mio sangue della nuova alleanza, versato per molti. 25 In verit\u00e0 vi dico: non berr\u00f2 pi\u00f9 del frutto della vite fino al giorno in cui lo berr\u00f2 nuovo nel regno di Dio\u00bb. (Marco 14:22-25, Matteo 26:26-29, Luca 22:14-20).<\/strong><\/p>\n<p>La descrizione dell&#039;ultima cena di Ges\u00f9 con i suoi discepoli \u00e8 breve, e contiene soprattutto le parole fondative del sacramento del ringraziamento divino.<\/p>\n<p>Prima della consegna del sacramento arriva una profezia su colui che lo tradisce (Marco 14: 17-21, Matteo 26: 20-25). Questa predizione di Luca segue immediatamente la cena. Lo scopo di parlare di colui che lo avrebbe tradito era quello di rafforzare la fede dei suoi discepoli, che avrebbe potuto essere scossa dall&#039;evento inaspettato (cfr Gv 13,19: \u00abVi dico ora, prima che accada, affinch\u00e9 quando accadr\u00e0 puoi credere che io sono lui\u201d), oltre a sottolineare la verit\u00e0 della conoscenza di Cristo, in anticipo su tutti gli eventi, il corso degli eventi non lo sorprende, ma anzi li accetta volontariamente, per scelta, secondo la volont\u00e0. disegno salvifico di Dio Padre.<\/p>\n<p>Cristo non si riferisce a colui che lo tradisce direttamente, ma piuttosto attraverso un riferimento generale: \u00abEgli \u00e8 uno di voi\u00bb, cio\u00e8 uno dei partecipanti a questa mensa. Questo \u00e8 il significato della frase \u201cColui che intinge con me nel piatto\u201d. <strong> (versetto 20)<\/strong> Il Signore spiega cos\u00ec il suo abbandono alla morte: <strong>Versetto 21<\/strong>La resa non \u00e8 dovuta all&#039;azione di Giuda traditore, ma piuttosto alla volont\u00e0 di Dio espressa nell&#039;Antico Testamento (\u201ccome sta scritto\u201d). \u00c8 interessante notare che usa per s\u00e9 il titolo di \u201cFiglio dell&#039;uomo\u201d, che nei Vangeli \u00e8 solitamente associato alla sofferenza (e talvolta alla sua gloriosa seconda venuta come giudice). E il Figlio dell\u2019Uomo fu consegnato alla morte designata da Dio. Viene punito per &quot;quell&#039;uomo&quot; e qui non vengono forniti ulteriori chiarimenti. Ma ci\u00f2 che \u00e8 degno di nota \u00e8 la descrizione del musulmano come \u201cquell\u2019uomo\u201d, che crea direttamente una distanza tra lui e la cerchia degli altri discepoli. Naturalmente, nessuno dei discepoli rimasti voleva essere quell\u2019uomo, quindi si chiedevano tra loro: \u201cChi pensate che far\u00e0 questo\u201d (Luca 22:23). Quanto al dialogo avvenuto tra Cristo e Giuda, menzionato in Matteo (\u201cSono io, Signore?\u201d Gli disse: \u201cTu hai detto\u201d Matteo 26,25), i discepoli o non l&#039;hanno sentito o non l&#039;hanno sentito capirlo.<\/p>\n<p>Verbi dentro <strong>Versetto 22<\/strong> \u201cPrese\u201d, \u201cbenedisse e spezz\u00f2\u201d, \u201cdiese\u201d, hanno carattere formale e liturgico. Queste azioni appaiono anche nel romanzo <strong>\u00c8 sorprendente la moltiplicazione dei pani che la Chiesa ha preso a modello <\/strong><a name=\"(6)\" href=\"#06\">(6)<\/a><strong> Per il mistero del ringraziamento divino<\/strong>. La preghiera di ringraziamento, la frazione e la distribuzione del pane non suscitarono sorpresa nei discepoli, perch\u00e9 conoscevano il tabibakun <a name=\"(7)\" href=\"#07\">(7)<\/a> L&#039;ebreo, ma ci\u00f2 che cattur\u00f2 la loro attenzione fu la spiegazione data <strong>Versetto 22<\/strong> Accanto al pane fornito <strong>\u201cQuesto \u00e8 il mio corpo\u201d<\/strong>. Quando in precedenza avevano sentito il loro insegnante parlare di mangiare il proprio corpo <strong>Pane di vita<\/strong> Lo consideravano duro <strong>(Vedi Giovanni 6:32-60, in particolare il versetto 60)<\/strong>. Ma qui, il clima festoso della cena, cos\u00ec come la sacralit\u00e0 del momento del sacramento, non lasciavano spazio a resistenze o esitazioni da parte dei discepoli. Le parole di Cristo sono brevi ed esaurienti. In queste parole colpiscono i seguenti punti:<\/p>\n<ol>\n<li>Il pane offerto ai discepoli non simboleggia il suo corpo, ma il suo corpo. Sottolineiamo questo tema davanti ai protestanti che parlano del simbolo del pane e del vino nell&#039;Eucaristia \t<a name=\"(8)\" href=\"#08\">(8)<\/a> O della presenza segreta di Cristo in tutto questo. La Chiesa ortodossa crede che il pane e il vino si trasformino segretamente nel corpo e nel sangue di Cristo.<\/li>\n<li>Nella frase \u201cche per molti \u00e8 versato\u201d <strong>(versetto 24)<\/strong>Dobbiamo vedere il carattere di perdono e di salvezza del sacrificio del servo sofferente di Dio di cui parla Isaia nel capitolo 53. Cristo, come servo sofferente diretto alla croce, spiega la morte che deve essere compiuta per i peccati del mondo \u201cper la remissione dei peccati\u201d (secondo Matteo 26:28) o \u201cper la vita del mondo\u201d (secondo Giovanni 6:51). La Chiesa sottolinea il carattere di perdono della morte di Cristo nella sua prima confessione di fede rimasta nel Nuovo Testamento (cfr., ad esempio, Romani 4:25, 1 Corinzi 15:3-5, 1 Timoteo 2:6).<\/li>\n<li>Infine, segnaliamo il participio attivo \u201cal-Muhahraq\u201d ovvero colui che si usa al presente continuo, che indica che il sacrificio della croce costituisce un&#039;opera continua, incruenta, che si compie nella chiesa.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Versetto 25:<\/strong> Il pensiero di Ges\u00f9 \u00e8 rivolto al Regno di Dio, che il credente vive nella Chiesa senza svuotarne la profondit\u00e0. Il Regno \u00e8 costantemente presente nella Chiesa e allo stesso tempo in attesa. Le parole di Ges\u00f9: \u00abNon berr\u00f2 pi\u00f9 del frutto della vite fino al giorno in cui lo berr\u00f2 nuovo nel regno di Dio\u00bb sono ripetute due volte da Luca (Lc 22,16.18), e non hanno un significato scistologico. <a name=\"(9)\" href=\"#09\">(9)<\/a> Non \u00e8 specifico, ma ha un significato ecclesiale realistico. Dice san Cirillo d&#039;Alessandria: \u201c\u00c8 sua abitudine chiamare il Regno di Dio giustificazione mediante la fede, purificazione mediante il battesimo, partecipazione allo Spirito Santo e rafforzamento del culto mediante lo Spirito. Perci\u00f2 dice: &#039;Non lo far\u00f2&#039; gustare come quella Pasqua, che appare come modello sotto forma di cibo, finch\u00e9 non si compir\u00e0 nel Regno di Dio, cio\u00e8 nel tempo in cui verr\u00e0 annunziato il Regno dei Cieli\u201d. San Giovanni Crisostomo ritiene che queste parole di Ges\u00f9 si siano compiute dopo la sua risurrezione, quando mangi\u00f2 e bevve con i suoi discepoli: \u00abIo non bevo... perch\u00e9 parlava loro della sua sofferenza e della sua croce, e aggiungeva parole sulla anche la resurrezione. Quando menziona il regno, intende \u201cMi vedrai in piedi\u201d. Allo stesso modo, Teofilatto dice: \u201cNon berr\u00f2 vino fino alla risurrezione\u201d. Perch\u00e9 chiama regno la risurrezione, poich\u00e9 allora regner\u00e0 sulla morte; Dopo la risurrezione mangi\u00f2 e bevve con i discepoli\u201d. Da quanto dice san Cirillo d&#039;Alessandria circa l&#039;interpretazione del regno (purificazione mediante il battesimo, partecipazione allo Spirito Santo, culto nello Spirito), e da quanto sottolineano san Giovanni Crisostomo e Teofiletto circa la risurrezione, concludiamo chiaramente che intende l&#039;evangelista <strong>La verit\u00e0 della Chiesa<\/strong> In cui il credente vivr\u00e0 d&#039;ora in poi le benedizioni del regno che verr\u00e0. All&#039;epoca narrata in questi racconti evangelici, il mistero della Divina Eucaristia costituiva il fulcro della vita della Chiesa e, partecipandovi, i credenti \u201craccontavano\u201d la morte di Cristo. <strong>(1 Cor 11:26)<\/strong> <a name=\"(10)\" href=\"#10\">(10)<\/a> Attendono la sua venuta gloriosa.<\/p>\n<p>Ci sono ampie discussioni negli studi contemporanei riguardo al momento del compimento dell&#039;Ultima Cena e anche riguardo alla sua eventuale natura <strong>Pasqua<\/strong> O no. Ma non dovremmo collegare direttamente entrambi i lati della questione. Perch\u00e9 il carattere pasquale non \u00e8 legato al momento in cui avviene la Cena, ma piuttosto al significato che Cristo d\u00e0 alla Cena. Vediamo innanzitutto se l&#039;ultima cena di Cristo con i suoi discepoli \u00e8 stata la Pasqua. Per cercare una risposta a questa domanda dobbiamo dare una breve descrizione del tipicon della cena pasquale ebraica.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La cena pasquale ebraica:<\/strong><\/p>\n<p>La cena pasquale viene celebrata una volta all&#039;anno per adempiere al comandamento di Dio dichiarato in Esodo 12:14: \u201cQuesto giorno sar\u00e0 per voi un ricordo e lo celebrerete come una festa in onore del Signore. Lo ripeterete di generazione in generazione come statuto eterno\u00bb. Al termine della funzione svoltasi a Gerusalemme, alla quale hanno partecipato non meno di dieci familiari, il padre ha benedetto il primo calice, pronunciando la seguente frase: \u00abBenedetto sia il Signore, Re del mondo, Creatore del frutto della vite.&quot; Dopo aver bevuto vino e mangiato erbe amare mescolate con succo di frutta (solitamente fichi, mele, uva aromatizzata e aceto), il capofamiglia spiega il servizio e la provenienza di tutti i cibi utilizzati (agnello, erbe amare, pane azzimo , ecc.) ai pi\u00f9 giovani della famiglia, e sottolinea con questa Cena l&#039;anniversario della liberazione dall&#039;Egitto. Successivamente viene chiamata \u201cla piccola helioia\u201d (Salmi 113-114). Poi si beve il vino per la seconda volta, dopodich\u00e9 inizia il pasto principale, ovvero l&#039;agnello arrosto. La terza coppa, chiamata la \u201cCoppa della Benedizione\u201d, \u00e8 seguita dal canto dei Salmi da 115 a 118, \u201cIl Grande Alleluia\u201d, accompagnato da una preghiera di ringraziamento, e il servizio termina a mezzanotte. I testi ebraici parlano di una quarta coppa, ma non sappiamo se questa usanza sia continuata fino al tempo del Nuovo Testamento. Tuttavia, deduciamo dal versetto 26: \u00abAllora lodarono e se ne andarono...\u00bb (Matteo 26:30) che il servizio pasquale terminava con la lode.<\/p>\n<p>La natura sporadica dei racconti evangelici non consente di concludere nulla riguardo alla natura della suddetta cena. Cos\u00ec, ad esempio, il brano non parla dell&#039;agnello, delle erbe amare, ecc., ma ci conduce invece al raduno del gruppo, all&#039;uso del vino, alla benedizione dei due calici secondo il racconto di Luca , il primo all&#039;inizio e l&#039;altro \u201cdopo cena\u201d, la lode e le parole di Cristo che accompagnano il consumo del vino e il consumo del pane, e infine la descrizione della cena nei Vangeli I sinottici della \u201cPasqua \u201d cena (\u201cmangiare la Pasqua\u201d, \u201cdove manger\u00f2 la Pasqua con i miei discepoli\u201d, \u201ce prepararono la Pasqua\u201d), tutto porta a pensare che la cena fosse Pasqua. Poich\u00e9 gli evangelisti non parlano dell&#039;Agnello, molti padri lo spiegano dicendo che al posto dell&#039;Agnello c&#039;era Colui che di l\u00ec a poco sarebbe stato consegnato al macello, \u00abl&#039;Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. &quot; Nonostante il carattere pasquale della Cena, che adottiamo in particolare perch\u00e9 menzionato chiaramente nei Vangeli sinottici, lo studio comparato dei racconti evangelici mette in luce il problema del tempo in cui si \u00e8 svolta la Cena. Ecco perch\u00e9 continuiamo a presentare questo argomento in collegamento, ovviamente, con le informazioni contenute al riguardo nel Vangelo di Giovanni.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Orario della cena:<\/strong><\/p>\n<p>Gli evangelisti dei vangeli sinottici danno l&#039;impressione che l&#039;ultima cena di Cristo con i suoi discepoli sia avvenuta contemporaneamente alla cena ebraica e alla crocifissione nel giorno della festa. Mentre dal racconto del quarto evangelista concludiamo che la Pasqua ebraica avvenne il giorno successivo alla crocifissione, e che la crocifissione avvenne il giorno prima della Pasqua ebraica, cio\u00e8 il giorno in cui furono sgozzati gli agnelli nel Tempio, e che l&#039;Ultima Cena di Cristo avvenne il giorno prima della cena pasquale ebraica. Non menzioneremo qui le argomentazioni dei commentatori che adottano il tempo sinottico o il tempo di Giovanni, poich\u00e9 esistono studi specifici su questo argomento. Ma finch\u00e9 presenteremo il punto di vista della Chiesa ortodossa che si riflette nel servizio liturgico, cercheremo di trovare la giustificazione teologica per ci\u00f2 che gli evangelisti scrivono, o meglio per ci\u00f2 che annotano, riguardo al tempo dell&#039;\u201cUltimo Cena\u00bb, come viene solitamente chiamata nella tradizione liturgica.  <a name=\"(11)\" href=\"#11\">(11)<\/a>.<\/p>\n<p><strong>La liturgia ortodossa e la tradizione teologica strutturano il momento della Cena indicato da Giovanni<\/strong>Cio\u00e8 la cena avveniva il giorno prima della cena ebraica. La Chiesa ortodossa, invece, utilizza il pane lievitato per integrarlo. Il punto di vista di San Giovanni Crisostomo sembra unico e strano quando dice che Ges\u00f9 mantenne i tempi della cena pasquale ebraica, ma gli ebrei rinviarono la loro Pasqua di un giorno a causa della loro preoccupazione per l&#039;arresto di Ges\u00f9. I principali passaggi del Vangelo di Giovanni che mostrano chiaramente che la Pasqua ebraica avvenne il giorno successivo alla crocifissione sono i seguenti:<\/p>\n<p><strong>UN -<\/strong> Giovanni 13:29 &quot;Allora Ges\u00f9 gli disse: Qualunque cosa tu stia facendo, falla presto&quot;. Alcuni infatti, quando Giuda ebbe la cassa, pensavano che Ges\u00f9 gli avesse detto: &quot;Compra quello che ci occorre per la festa, oppure dare qualcosa ai poveri.&quot;<\/p>\n<p><strong>B -<\/strong> Giovanni 18:28 \u201cAllora menarono Ges\u00f9 da Caifa nel pretorio. Era mattina e non entravano nel pretorio, per non contaminarsi mangiando la Pasqua.<\/p>\n<p><strong>C -<\/strong> Giovanni 19:31 \u201cE poich\u00e9 era il giorno della Preparazione, affinch\u00e9 i corpi non rimanessero sulla croce in giorno di sabato, perch\u00e9 quel sabato era un giorno solenne, i Giudei chiesero a Pilato che fossero loro rotte le gambe e che fossero presi lontano.&quot;<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che si trovino nei Vangeli sinottici alcuni dettagli che concordano con l&#039;epoca giovannea, come ad esempio i seguenti:<\/p>\n<p><strong>UN -<\/strong> \u00c8 difficile che il processo di Ges\u00f9 e altri procedimenti abbiano luogo durante la Pasqua.<\/p>\n<p><strong>B -<\/strong> \u00c8 vietato portare armi durante i giorni festivi (tuttavia, vedere Marco 14:47, Matteo 26:15, Luca 22:49-50).<\/p>\n<p><strong>C -<\/strong> Il dettaglio di Simone di Cirene, che tornava dai campi nel momento in cui Ges\u00f9 si avviava verso il Calvario (Marco 15:21, Matteo 27:32, Luca 23:26) testimonia che quella festa non era una festa.<\/p>\n<p>Si potrebbe aggiungere che il momento in cui si compie l&#039;Ultima Cena di Cristo con i discepoli si riflette nell&#039;iconografia ortodossa. Cos\u00ec, ad esempio, nel disegno dell&#039;Ultima Cena, sulla tavola non \u00e8 disegnato un agnello (come accade in Occidente), ma piuttosto un pesce, che porta con s\u00e9 un significato teologico pi\u00f9 profondo. <a name=\"(12)\" href=\"#12\">(12)<\/a>.<\/p>\n<p>Oltre a tutti gli argomenti precedentemente citati, tratti dai testi evangelici e dalla tradizione, secondo i quali l&#039;Ultima Cena ebbe luogo il giorno prima della cena pasquale ebraica, oltre a ci\u00f2, notiamo che gli onorevoli evangelisti presentano gli eventi pi\u00f9 importanti per per il bene della fede della Chiesa, prestando particolare attenzione al loro significato teologico e prendendo in considerazione i tempi. Si presta meno attenzione al momento esatto in cui si verificano. Fin dall&#039;inizio, l&#039;evento appare nel racconto del Vangelo di Giovanni, in cui l&#039;Agnello che toglie il peccato del mondo viene immolato sulla croce nello stesso momento in cui vengono immolati nella chiesa gli agnelli destinati alla cena pasquale ebraica. Tempio. D\u2019altro canto i Vangeli sinottici parlano della Cena pasquale che conduce alla Passione di Cristo e, cos\u00ec facendo, gli evangelisti vogliono sottolineare la sostituzione del vecchio sistema con un nuovo sistema in Cristo, collegando il \u201cNuovo Testamento\u201d al sangue di Cristo. Nel momento in cui il popolo ebraico celebra la liberazione dalla schiavit\u00f9 egiziana, Cristo completa la vera Pasqua e riunisce il nuovo popolo di Dio, la Chiesa, istituendo il divino sacramento dell&#039;Eucaristia e consegnandolo successivamente alla morte.<\/p>\n<p>Giuda era presente all&#039;ultima cena di Cristo con i suoi discepoli? Alcuni interpreti affermano che, secondo la tradizione del sacramento del ringraziamento divino, non accettano la presenza del traditore Giuda. Sostengono che egli si ritir\u00f2 durante la cena e prima di offrire il sacramento e quindi non partecip\u00f2 al corpo e al sangue di Cristo.<\/p>\n<p>Non possiamo porre la domanda sulla base del racconto dell&#039;evangelista Luca, perch\u00e9 in questo racconto la predizione della resa viene subito dopo le parole di ringraziamento divino e fondante. Ci\u00f2 presuppone la presenza di Giuda durante tutta la cena, come nel racconto di Giovanni, dove non vengono menzionate le parole fondanti del segreto, ma si accenna al fatto che Ges\u00f9 rivel\u00f2 chi lo avrebbe tradito dopo averlo interpellato dall&#039;amato discepolo Giovanni, dandogli il boccone. Subito dopo, l&#039;evangelista annota: \u00abPreso il boccone, subito usc\u00ec e pass\u00f2 la notte\u00bb (Gv 13,30). Dopodich\u00e9, il discorso di addio di Ges\u00f9 ai suoi discepoli prima di partire per il giardino.<\/p>\n<p>A differenza di Giovanni, che menziona la partenza di Giuda prima del discorso di addio di Ges\u00f9, i primi tre evangelisti non parlano da nessuna parte nei loro Vangeli della partenza di Giuda, nemmeno nei Vangeli di Matteo e Marco, dove Ges\u00f9 predice la resa prima della cena. Pertanto, il lettore ha l&#039;impressione che Giuda abbia partecipato legalmente alla cena. La chiara affermazione di Luca: \u00abMa ecco, la mano di chi mi tradisce \u00e8 con me a tavola\u00bb (Lc 22,21) non lascia spazio a dubbi al riguardo. Inoltre, d&#039;altra parte, secondo le raccomandazioni ebraiche riguardanti la cena pasquale, nessun cambiamento poteva influenzare il gruppo riunito che partecipava alla cena dopo l&#039;inizio.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale che Giuda si allontanasse da Ges\u00f9 e dagli altri discepoli, o subito dopo cena, oppure dopo che fosse trascorso poco tempo, cio\u00e8 dopo che Ges\u00f9 gli aveva rivolto la frase menzionata nel quarto evangelista: \u201cQualunque cosa tu faccia, falla presto\u00bb (Gv 13,27). In ogni caso, la ritirata di Giuda non poteva avvenire prima della cena, poich\u00e9 la discussione verteva sul fatto che Ges\u00f9 intingeva il boccone e lo presentava a Giuda mentre gli altri discepoli erano attorno alla tavola. Ma d\u00e0 l&#039;impressione che se ne sia andato durante la cena. Ma poich\u00e9 Giovanni non include espressioni di santificazione del pane, non possiamo quindi sapere se Giuda si sia ritirato prima o dopo queste espressioni.<\/p>\n<p>I sinottici non menzionano il ritiro di Giuda immediatamente prima o dopo la cena, supponendo quindi che questo ritiro sia avvenuto quando Ges\u00f9 usc\u00ec con i discepoli verso il monte degli Ulivi. D&#039;altra parte, \u00e8 inaccettabile che Giuda si sia ritirato dal gruppo dopo la predizione della resa (e dopo la risposta diretta di Giuda che era stato lui a essere tradito secondo Matteo 26,25) senza che ci\u00f2 abbia portato alla insoddisfazione dei discepoli rimasti e tentativo di catturarlo con la forza. Un simile ritiro doveva lasciare sui discepoli un impatto inevitabile che gli evangelici devono ricordare. Ma mostrano di nuovo Giuda nell&#039;orto del Getsemani quando Ges\u00f9 fu arrestato, probabilmente supponendo che si fosse ritirato dal gruppo quando lasciarono la stanza superiore dove ebbe luogo l&#039;Ultima Cena.<\/p>\n<p>I Santi Padri e i commentatori presumono che la partecipazione di Giuda all&#039;Ultima Cena sia una conclusione scontata. Pertanto, lo considerano condannato \u00abperch\u00e9 mangi\u00f2 con i discepoli e non si vergogn\u00f2\u00bb (Teofilatto), oppure che, nonostante fosse un \u00abcattivo mercante\u00bb, il Signore lo accett\u00f2 \u00abcon lui alla tavola\u00bb (San Giovanni Crisostomo). , e non lo ha affatto privato \u201cdella condivisione del pane e del calice\u201d. Con tutto ci\u00f2, gli interpreti della Chiesa sottolineano, da un lato, la bont\u00e0 del Signore che ha accolto \u201ccon s\u00e9 alla mensa\u201d colui che tra breve lo tradir\u00e0, e dall&#039;altro, la sua accettazione della \u201cmalizia di il traditore\u201d e la sua ingratitudine. Questo punto di vista ha un&#039;eco negli inni della Chiesa (tra i tanti inni della Settimana Santa vedi il brano seguente: \u00abChe motivo ti hai fatto, o Giuda, consegnare al Salvatore? Ha cenato con quelli e ti ha escluso dalla la tavola?...\u201d; Kathasma nel settimo brano alla vigilia del Gioved\u00ec Grande e Santo).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Uscendo al Monte degli Ulivi e profetizzando il rinnegamento di Pietro:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>&nbsp;26 Poi cantarono un inno e uscirono verso il monte degli Ulivi. 27 E Ges\u00f9 disse loro: \u00abVoi tutti verrete meno a causa mia questa notte, perch\u00e9 sta scritto: Io colpir\u00f2 il pastore e le pecore saranno disperse. 28 Ma dopo che mi sar\u00f2 alzato, vi preceder\u00f2 in Galilea\u00bb. 29 Allora Pietro gli disse: \u00abAnche se tutti si scandalizzeranno, io non mi scandalizzer\u00f2\u00bb. 30 Allora Ges\u00f9 gli disse: \u00abIn verit\u00e0 ti dico: questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, tu mi rinnegherai tre volte\u00bb. 31 Poi disse con maggiore fermezza: \u00abAnche se dovessi morire con te, non ti rinnegherei\u00bb. E cos\u00ec dicevano anche tutti. (Marco 14: 26-31, Matteo 26: 30-35, Luca 22: 31-34, 39).<\/strong><\/p>\n<p>L&#039;evangelista Luca menziona un lungo colloquio di Ges\u00f9 con i discepoli dopo aver impartito loro il sacramento del ringraziamento divino (Lc 22,21-38; cfr. anche Gv 14-17), mentre Marco menziona direttamente l&#039;esodo al monte degli Ulivi (cfr. anche Matteo 26:30). In questo racconto, Ges\u00f9 predice il dubbio dei discepoli nei suoi confronti \u201cin questa notte\u201d, riferendosi al passo di Zaccaria 13,7 (\u201cPercuoter\u00f2 il pastore e le pecore saranno disperse\u201d), e poi precede e annuncia Il triplice rinnegamento di Pietro. In tutto ci\u00f2 non riesci a concentrarti <strong> Versetti 26-28<\/strong> Sulla dispersione dei discepoli e sul rinnegamento del maestro da parte di uno di loro, bens\u00ec sul loro nuovo raduno in Galilea (\u201cMa dopo che mi risorger\u00f2, vi preceder\u00f2 in Galilea\u201d). La morte di Cristo \u00e8 spiegata altrove dall&#039;evangelista Giovanni come avvenuta <strong>\u00abPer riunire in uno i figli di Dio dispersi\u00bb (Gv 11,52), cio\u00e8 per formare la Chiesa<\/strong>.<\/p>\n<p>Quanto alla tentazione che i discepoli dovranno affrontare, che li far\u00e0 dubitare, Marco ne parla nel versetto 38, dove Ges\u00f9 esorta i suoi discepoli a vigilare e a pregare per vincere il maligno. In <strong>Versetti 29-31<\/strong> Ges\u00f9 risponde alle espressioni entusiastiche di Pietro e alle sue promesse di non dubitare con gli altri (\u201cNon dubito\u201d) informandolo in anticipo del triplice rinnegamento che avverr\u00e0 (\u201cOggi, in questa notte, prima che il gallo canti due volte\u201d) (L&#039;affermazione di Marco sul gallo che canta due volte, San Giovanni Crisostomo dice che deriva dall&#039;attento ricordo di Pietro del suo maestro.) Il rinnegamento di Pietro, cos\u00ec come il suo pentimento, costituiscono un&#039;esperienza dolorosa non solo per Pietro, ma per l&#039;intera Chiesa, alla quale gli evangelisti si rivolgono, sottolineando quell&#039;evento destabilizzante per proteggere i cristiani da rinnegamenti accidentali e vacillamenti della fede nei momenti difficili persecuzioni. L&#039;esempio di Pietro indica che la fiducia in se stessi non \u00e8 sufficiente nei momenti di prova, ma piuttosto la questione richiede l&#039;appello all&#039;aiuto divino. San Giovanni Crisostomo fa un confronto <strong>Il rinnegamento di Pietro e la resa di Giuda<\/strong> Dice: \u201cDa qui impariamo un grande esempio, e cio\u00e8 che la preparazione di una persona non basta se non riceve aiuto dall\u2019alto, e non beneficia dell\u2019aiuto dall\u2019alto se non ha la preparazione\u201d. Poi san Crisostomo menziona gli errori di Pietro, e dice che erano tre: la sua opposizione alle parole del Signore, la sua superiorit\u00e0 sugli altri, e infine la sua grande fiducia in se stesso.<\/p>\n<p>Dove sta esattamente il \u201cdubbio\u201d dei discepoli (l\u2019\u201cesperienza\u201d di cui parla nel racconto seguente)? Se teniamo conto della contraddizione tra Satana e l&#039;opera del Messia, \u00e8 logico supporre che la tentazione risieda nel creare dubbi nei discepoli sul fatto che il loro maestro, orientato all&#039;umiliazione e alla sofferenza, sia veramente il Messia. Poco prima del racconto della Passione, gli evangelisti ci insegnano (cfr Marco 10,35-45; Matteo 20,20-28) che i discepoli speravano che il Re del Messia diventasse potente nel mondo. Come poteva, allora, questo potente Messia sopportare la sofferenza? Forse non era il vero Messia! Satana cerca di instillare questo dubbio nei discepoli durante tutta l&#039;opera di Ges\u00f9, utilizzando come strumenti gli ebrei che dubitano apertamente della sua messianit\u00e0, distorcono l&#039;interpretazione dei suoi miracoli e pongono varie domande ai discepoli e allo stesso Messia che secondo il racconto delle tentazioni (Lc 14,1-13 - Mt 4,1-11) \u00c8 provato per allontanarsi dalla via dell&#039;obbedienza e della sofferenza e perch\u00e9 i suoi pensieri possano essere diretti ad imporsi facilmente al popolo come leader mondiale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, questa tentazione \u00e8 grave e dura, per questo Ges\u00f9 \u201csupplica\u201d (Lc 22,23) il Padre. Sappiamo anche dal Vangelo di Giovanni (capitolo 27) che Ges\u00f9, prima della Passione, preg\u00f2 il Padre per i suoi discepoli.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Preghiera nel Getsemani e arresto di Ges\u00f9:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>32 Giunti al luogo chiamato Getsemani, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSedetevi qui mentre prego\u00bb. 33 Allora prese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a stupirsi e ad angosciarsi. 34 Allora disse loro: \u00abL&#039;anima mia \u00e8 estremamente triste fino alla morte\u00bb. &quot;Resta qui e guarda.&quot; 35 Poi and\u00f2 avanti un po&#039;, si gett\u00f2 a terra e pregava che passasse da lui, se possibile, quell&#039;ora. 36 Poi disse: \u00abAbba, Padre, ogni cosa ti \u00e8 possibile; allontana da me questo calice! Ma avvenga non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu\u00bb. 37 Poi venne, li trov\u00f2 addormentati e disse a Pietro: \u00abSimone, dormi? Potresti non restare sveglio per un&#039;ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione. Lo spirito \u00e8 attivo, ma la carne \u00e8 debole. 39 Poi si allontan\u00f2 di nuovo e preg\u00f2, dicendo le stesse parole. 40 Poi torn\u00f2 e li trov\u00f2 di nuovo addormentati, perch\u00e9 i loro occhi erano pesanti e non sapevano cosa rispondergli. 41 Poi venne per la terza volta e disse loro: \u00abDormite ora e riposatevi! \u00c8 abbastanza! L&#039;ora \u00e8 giunta! Ecco, il Figlio dell&#039;Uomo \u00e8 consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce si \u00e8 avvicinato!\u201d<br \/> 43 E subito, mentre ancora parlava, arriv\u00f2 Giuda, uno dei dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni mandati dai principi. I sacerdoti, gli scribi e gli anziani. 44 E colui che lo tradiva aveva dato loro un segno, dicendo: \u00abColui che bacer\u00f2 \u00e8 lui. &quot;Prendilo e vai con lui con cautela.&quot; 45 E subito venne e gli si avvicin\u00f2, dicendo: \u00abMio signore, mio signore!\u00bb. E lo baci\u00f2. 46 Allora gli misero le mani addosso e lo afferrarono. 47 Allora uno dei presenti estrasse la spada e colp\u00ec il servo del sommo sacerdote, tagliandogli l&#039;orecchio. 48 Allora Ges\u00f9, rispondendo, disse loro: \u00abCome se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni! 49 Ogni giorno ero con voi nel tempio a insegnare e non mi avete arrestato! Ma affinch\u00e9 le Scritture si compissero\u201d. 50 Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono. 51 Un giovane lo segu\u00ec, indossando una veste sul corpo nudo, e i giovani lo afferrarono. 52 Allora egli lasci\u00f2 la veste e fugg\u00ec lontano da loro, nudo. (Marco 14: 32-52, Matteo 26: 36-56, Luca 22: 40-53).<\/strong><\/p>\n<p>La discussione nei versetti 26-31 sembra aver avuto luogo sulla strada per il Getsemani che \u00e8 il sito del Monte degli Ulivi (\u201cgiardino\u201d in Giovanni 18:1, 26), che significa un frantoio. La lotta di Ges\u00f9 nel Getsemani (versetto 32 e seguenti) nei confronti di tre dei suoi discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, che egli prese con s\u00e9 e separ\u00f2 dagli altri, \u00e8 descritta nelle parole del Salmo. <strong>\u201cL\u2019anima mia \u00e8 triste fino alla morte\u201d (Salmo 41:6 e Marco 14:34)<\/strong>. \u201cFino alla morte\u201d \u00e8 una frase che esprime la durezza della lotta, che raggiunge il suo culmine in quanto dice Luca <strong>\u201cIl suo sudore divenne come gocce di sangue\u201d (Lc 22,44)<\/strong>. Tale lotta non deriva dalla paura umana di fronte alla morte imminente, ma dall\u2019affrontare la morte come \u201cl\u2019ultimo nemico\u201d dell\u2019opera creativa di Dio, come risultato finale del peccato e come una carenza nella creazione \u201ccos\u00ec buona\u201d. Ges\u00f9 sperimenta in modo intenso le tragiche conseguenze del dominio del peccato nel mondo, e ne prova grande confusione e dolore. San Cirillo d&#039;Alessandria attribuisce il dolore di Ges\u00f9 in particolare a ci\u00f2 che \u00e8 diventato il popolo israeliano. I padri interpreti qui generalmente riconoscono l&#039;insegnamento in merito <strong>La natura umana di Cristo<\/strong> Cosa che sottolineano davanti agli eretici che lo negano.<\/p>\n<p>Questo insegnamento \u00e8 sostenuto dal contenuto della preghiera di Ges\u00f9 al Padre. Scrive ad esempio Teofiletto: \u00abAnche lui desidera vivere come un essere umano e spera che il calice gli venga allontanato perch\u00e9 l&#039;essere umano ama la vita. Mentre le eresie confutano le sue parole, sostenendo che egli si sia fatto uomo esteriormente\u201d. Crediamo che l&#039;enfasi principale nella Preghiera di Ges\u00f9 risieda nella seconda parte di essa, cio\u00e8 nell&#039;accettazione della volont\u00e0 di Dio. Se i onorevoli evangelisti menzionano la preghiera di Ges\u00f9 nel Getsemani (che secondo Marco e Matteo fu tre volte), non \u00e8 per dirci che egli ad un certo momento esit\u00f2 come essere umano, ma piuttosto che egli, come figlio obbediente e servo sofferente, ha accettato la volont\u00e0 di Dio fino alla fine. Perci\u00f2 Dionigi d&#039;Alessandria annota fin dall&#039;inizio: \u201c\u00c8 chiaro che la frase<strong> Se vuoi<\/strong> Indica obbedienza e umilt\u00e0, non ignoranza o esitazione\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la sua fervida preghiera, Ges\u00f9 si rivolge ai suoi discepoli, e molto probabilmente ai tre con i quali era solo, poich\u00e9 parlava con Pietro e li trov\u00f2 addormentati (\u201cdal dolore\u201d, aggiunge Luca), e li avvisa <strong>Restando alzato fino a tardi e pregando<\/strong> Per non entrare in \u201ctentazione\u201d (vedi il commento a Marco 14,26-28). Per vincere questa tentazione in quell&#039;ora importante, Ges\u00f9 ripete per la seconda e terza volta la sua preghiera al Padre.<\/p>\n<p><strong>Versetto 41:<\/strong> Poi annuncia l&#039;avvicinarsi di chi lo saluta, dicendo: \u201cBasta. L\u2019ora \u00e8 giunta\u201d. La difficolt\u00e0 nella comprensione del verbo \u201capekhi\u201d risale a tempi antichi, come appare dalla tradizione manoscritta, dove troviamo le varie espressioni: \u201cLa questione \u00e8 risolta. L&#039;ora \u00e8 venuta\u201d; &quot;La questione \u00e8 risolta ed \u00e8 giunta l&#039;ora.&quot; \u201cLa questione \u00e8 risolta. \u201cL&#039;ora \u00e8 giunta\u201d; \u201cL\u2019ora \u00e8 giunta. &quot;La fine \u00e8 vicina.&quot; La frase pi\u00f9 comune e pi\u00f9 antica \u00e8 \u201cabbastanza\u201d. L\u2019ora \u00e8 giunta\u201d. \u00c8 chiaro che alcuni manoscritti correggono il versetto e lo comprendono alla luce di quanto affermato in Luca 22:37: \u201cInfatti ci\u00f2 che mi riguarda ha una fine\u201d.<\/p>\n<p>Tra le interpretazioni pi\u00f9 importanti del versetto 41 e della parola apekhi:<\/p>\n<p><strong>UN -<\/strong> Questa parola \u00e8 legata al sonno dei discepoli, e Ges\u00f9 dice loro: Smettete di dormire, \u00e8 giunta l&#039;ora del mio arresto. Svegliati!<\/p>\n<p><strong>B -<\/strong> Il verbo si rivolge a Giuda: \u201cMentre dormi, egli mi afferra: \u00e8 giunta la mia ora\u201d. I sostenitori di questa interpretazione citano Filemone 15, dove la parola apekhi ha il significato di prendere, ricevere e consegnare ed \u00e8 usata per qualcuno.<\/p>\n<p><strong>C -<\/strong> Accanto al verbo viene posto un punto interrogativo che indica che la fine si avvicina: \u201cQuanto \u00e8 lontana la fine?\u201d No, \u00e8 giunta l\u2019ora\u201d. Coloro che propendono per questa interpretazione adottano il Codice D.<\/p>\n<p><strong>D -<\/strong> L\u2019espressione \u00e8 distorta dall\u2019originale aramaico, che dice: \u201cLa fine e l\u2019ora si avvicinano\u201d.<\/p>\n<p><strong>E-<\/strong> Il verbo apekhi deriva dall&#039;espressione commerciale e significa pagare. Quindi il significato della frase \u00e8 che Ges\u00f9 sottolinea la sua accettazione dell&#039;ora che ha chiesto al Padre di esprimere per lui (versetto 35).<\/p>\n<p><strong>E -<\/strong> Matteo menziona l&#039;intero racconto di Marco 14:32-42 con piccole modifiche senza la parola apekhi, il che indica che la parola non era originariamente nel testo di Marco e vi fu introdotta successivamente.<\/p>\n<p>Senza adottare la scrittura del Codice D, crediamo che il verbo apekhi dovrebbe essere correlato all\u2019evento finale prossimo e all\u2019\u201cora\u201d vicina che non \u00e8 determinata dagli ebrei ma dalla volont\u00e0 e dall\u2019amore di Dio. In tal caso, il versetto 41 di Marco \u00e8 simile a quanto affermato in Luca 22:37: \u201cInfatti ci\u00f2 che mi riguarda ha una fine\u201d. Zygavnos spiega giustamente: \u201c\u00c8 sufficiente. Per me la questione \u00e8 risolta, cio\u00e8 \u00e8 giunta al termine\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Arresto di Ges\u00f9:<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Mentre Ges\u00f9 si rivolge ai discepoli, Giuda, \u201cuno dei dodici\u201d, arriva con una grande folla e bacia il maestro. Non dovremmo trovare alcuna cattiveria particolare nel bacio in s\u00e9, poich\u00e9 costituisce il consueto saluto al maestro da parte dei discepoli, ma qui costituisce il segno previamente concordato per sapere chi arrestare.<\/p>\n<p>Quando Ges\u00f9 fu arrestato, uno dei suoi discepoli (Pietro secondo Giovanni 18:10) attacc\u00f2 con la spada il servo del sommo sacerdote e gli tagli\u00f2 l&#039;orecchio destro. \u00c8 pi\u00f9 probabile che questo schiavo guidasse la delegazione al momento della consegna. O che sia \u201cil capo della polizia della citt\u00e0 di Gerusalemme\u201d o che si riferisca a Giuda, queste sono considerazioni improbabili e non basate su alcuna prova. Allo stesso modo, la teoria secondo cui lo studente mira, attraverso questo atto violento, a punire il sommo sacerdote con una punizione simbolica (perch\u00e9 tagliare l&#039;orecchio costituisce un atto vergognoso secondo gli usi orientali) \u00e8 una teoria basata, ovviamente, sulla conoscenza dei costumi orientali, ma presuppone una punizione imposta dopo riflessione e studio, e non un atto che si presenta come un&#039;apostasia, un&#039;azione improvvisa in mezzo a un&#039;atmosfera semioscura. \u00c8 molto probabile che il suddetto studente abbia brandito la spada contro il capo degli schiavi, ma sia riuscito solo a tagliargli l&#039;orecchio.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice a coloro che erano venuti ad arrestarlo che il modo in cui erano venuti era coerente con la situazione di uno dei \u201cladri\u201d e che c\u2019era pi\u00f9 di una circostanza adeguata per soddisfare il loro desiderio purch\u00e9 insegnasse ogni giorno nel tempio. Con tutto ci\u00f2, vuole dire, secondo san Cirillo d&#039;Alessandria, \u00abil suo arresto non fu effettuato per loro potere, ma per volont\u00e0 di Colui che accett\u00f2 le sofferenze volontariamente e per sua stessa disposizione\u00bb. Ma cosa intende Ges\u00f9 dietro la parola \u201cladro\u201d? Lo hanno arrestato perch\u00e9 considerato un criminale? Questa \u00e8 la solita interpretazione della parola ladro da parte dei commentatori. C&#039;\u00e8 un punto di vista interessante e utile secondo cui questa frase, come attesta Giuseppe Flavio (Storia della guerra giudaica 2:587-593, 4:84-97), era usata per riferirsi a leader zelanti che si ribellavano contro i romani. Quindi, secondo i sostenitori di questo punto di vista, gli altri due ladroni crocifissi con Cristo appartenevano al partito degli Zeloti (Marco 15:27, Matteo 27:38), cos\u00ec come Barabba, che il quarto evangelista descrive come un ladro. Sebbene questo punto di vista utilizzi un riferimento lontano, \u00e8 meritevole di attenzione perch\u00e9 esprime il clima fervente degli \u201cZelosi\u201d di quel periodo.<\/p>\n<p>Prima di arrivare al racconto contenuto in Marco del giovane nudo, proviamo a rispondere alla domanda <strong>Chi sono le persone che sono venute ad arrestare Ges\u00f9?<\/strong> Il Quarto evangelista, nel suo racconto simile, d\u00e0 un&#039;impressione speciale nell&#039;uso di espressioni riferite alle divisioni degli eserciti romani, come la compagnia \u201cspira\u201d e il comandante dei mille \u201cChiliarkhos\u201d (Gv 18, 3 e 12 ), mentre i primi due evangelisti sinottici parlano della folla in generale, inviata dai capi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani (Marco 14:43, Matteo 26:47). Quanto a Luca, parla all&#039;inizio della folla, e poi identifica chiaramente coloro che vengono per l&#039;arresto come i sommi sacerdoti, i capi dei soldati del tempio e gli anziani (Lc 22,52).<\/p>\n<p>Alcuni interpreti ritengono che Giovanni fornisca informazioni storiche pi\u00f9 accurate e credono che Ges\u00f9 sia stato arrestato dalle forze romane. Ma crediamo che i romani non avrebbero potuto arrestare Ges\u00f9 per i seguenti motivi:<\/p>\n<p><strong>UN -<\/strong> Non \u00e8 ragionevole mobilitare un&#039;intera compagnia composta da mille o 600 uomini per arrestare un solo individuo accusato da alcuni ebrei fanatici. D&#039;altra parte, questo lavoro richiede un ordine del governatore romano, il quale, secondo il nostro racconto, prende atto della situazione in seguito.<\/p>\n<p><strong>B -<\/strong> Se i romani avessero arrestato Ges\u00f9, lo avrebbero portato dai capi romani e non dal sommo sacerdote ebreo.<\/p>\n<p><strong>C -<\/strong> La frase che Ges\u00f9 usa davanti a coloro che sono venuti ad arrestarlo: \u201cOgni giorno ero con voi nel tempio ad insegnare e non mi avete arrestato\u201d \u00e8 logicamente diretta ai Giudei.<\/p>\n<p><strong>D -<\/strong> Se cos\u00ec fosse, l\u2019evangelista Luca, che conosceva le espressioni militari romane, avrebbe mostrato la presenza dei romani sul luogo dell\u2019arresto di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Sembra che l&#039;evangelista Giovanni non usi la parola \u201cspira\u201d nel suo senso tecnico specifico, ma piuttosto vagamente in generale per denotare un gruppo militare. Sulla base di una decisione del \u201cGovernatore del Tempio\u201d, questo gruppo potrebbe essere composto da 21 leviti che avrebbero custodito il Tempio. Sappiamo, d&#039;altra parte, che Giuda aveva negoziato la resa con i capi sacerdoti, i soldati del tempio e gli anziani, secondo Luca 22:4. Collabor\u00f2 con le forze del tempio, la guardia levitica, molto probabilmente servi di il grande consiglio (vedere Giovanni 18:3 e 12, \u201cservitori dei governanti\u201d, \u201csacerdoti e farisei\u201d e \u201cservitori ebrei\u201d.<\/p>\n<p><strong>Versetti 51-52:<\/strong> Il racconto dell&#039;arresto di Ges\u00f9 da parte di Marco si conclude con la notizia menzionata solo in Marco, del giovane vestito di perizoma che lasci\u00f2 il perizoma e fugg\u00ec nudo mentre stavano per arrestarlo (Marco 14,51-52). Chi \u00e8 questo giovane e perch\u00e9 Mark lo menziona? Naturalmente l\u2019evangelista non sta parlando di un evento immaginario ispirato ad Amos 2,16: \u201cE i duri di cuore fuggiranno in quel giorno\u201d, o di un precedente simbolo della risurrezione di Cristo che ha evitato la morte, come fecero i giovani uomo che fugg\u00ec dalle mani di coloro che erano venuti ad arrestarlo. L&#039;evento \u00e8 realmente avvenuto, come appare dai dettagli non artificiali e dal quadro generale naturale. Forse il motivo per cui altri evangelisti non ne parlano \u00e8 che non lo considerano di particolare importanza per i lettori del loro Vangelo.<\/p>\n<p>Sono state scritte molte teorie sull&#039;identit\u00e0 di questo strano giovane. Gli antichi interpreti considerano il giovane menzionato come l&#039;evangelista Giovanni o Giacomo, fratello del Signore, mentre gli interpreti moderni vedono in questo giovane senza nome o uno strano abitante della regione o, come la maggior parte di loro vede, l&#039;evangelista Marco stesso, e Mark ha fornito questa notizia dettagliata perch\u00e9 riguarda lui personalmente. Pertanto, riteniamo che il secondo punto di vista sia pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p>Qual era l&#039;obiettivo che l&#039;evangelista cercava dietro questa notizia? Vuole darci una testimonianza personale sull&#039;arresto di Cristo? Dobbiamo piuttosto dire che menzionando questo evento testimoniato personalmente, l&#039;evangelista pone il sigillo della propria testimonianza su tutti gli avvenimenti presentati, cos\u00ec come fece l&#039;evangelista Rabb in uno dei passi del suo Vangelo senza menzionarne il nome, lasciandoci a realizzare la sua identit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ges\u00f9 davanti al Gran Concilio \u2013 Il rinnegamento di Pietro:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>53 Condussero dunque Ges\u00f9 dal sommo sacerdote e si riunirono con lui tutti i capi sacerdoti, gli anziani e gli scribi. 54 E Pietro lo aveva seguito da lontano nel palazzo del sommo sacerdote, e sedeva in mezzo ai servi, scaldandosi accanto al fuoco. 55 I capi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano prove contro Ges\u00f9 per metterlo a morte, ma non ne trovarono. 56 Poich\u00e9 molti testimoniarono il falso contro di lui, e le loro testimonianze non concordavano. 57 Allora alcuni si alzarono e testimoniarono il falso contro di lui, dicendo: 58 \u00abLo abbiamo udito dire: &quot;Distrugger\u00f2 questo tempio fatto da mano d&#039;uomo&quot;. E in tre Un giorno ne costruir\u00f2 un altro, non fatto da mano d\u2019uomo\u201d. 59 Anche su questo le loro testimonianze non concordavano. 60 Allora il sommo sacerdote si alz\u00f2 in mezzo e interrog\u00f2 Ges\u00f9, dicendo: \u00abNon rispondi nulla? Cosa testimoniano queste persone contro di te? 61 Ma egli tacque e non rispose nulla. Allora il sommo sacerdote lo interrog\u00f2 di nuovo e gli disse: \u00abSei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?\u00bb. 62 Allora Ges\u00f9 disse: \u201cLo sono. E vedrai il Figlio dell\u2019uomo seduto alla destra della potenza e venire sulle nuvole del cielo\u201d. 63 Allora il sommo sacerdote si stracci\u00f2 le vesti e disse: \u00abChe bisogno abbiamo ancora di testimoni? 64 Hai sentito le bestemmie! Cosa ne pensi? Tutti lo giudicarono degno di morte. 65 Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli la faccia, a dargli pugni e a dirgli: \u00abIndovina\u00bb. E i servi lo picchiavano.<br \/> 66 Mentre Pietro era nel cortile, arriv\u00f2 una delle serve del sommo sacerdote. 67 Quando vide Pietro che si scaldava, lo guard\u00f2 e disse: \u00abE tu eri con Ges\u00f9 di Nazaret!\u00bb. 68 Ma egli neg\u00f2, dicendo: \u00abNon so n\u00e9 capisco quello che dici\u00bb. E usc\u00ec nel corridoio e il gallo cant\u00f2. 69 Allora anche la serva lo vide e cominci\u00f2 a dire ai presenti: \u00abQuesto \u00e8 uno di loro!\u00bb. 70 Poi lo neg\u00f2 di nuovo. Dopo poco i presenti dissero a Pietro: \u00abVeramente tu sei uno di loro, perch\u00e9 anche tu sei Galileo e la tua lingua \u00e8 simile alla loro lingua!\u00bb. 71 Allora cominci\u00f2 a imprecare e a giurare: \u00abNon conosco quest&#039;uomo di cui parli!\u00bb. 72 Allora il gallo cant\u00f2 una seconda volta e Pietro si ricord\u00f2 di ci\u00f2 che Ges\u00f9 gli aveva detto: \u00abPrima che il gallo canti due volte, tre volte mi rinnegherai\u00bb. Quando ci pensava, piangeva. (Marco 14:53-72, Matteo 26:56-75, Luca 22:54-71).<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il suo arresto, Ges\u00f9 viene condotto dalla squadra militare ebraica del tempio dal sommo sacerdote (Caiafa, secondo Matteo 26,57), che convoca con s\u00e9 i capi sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Non \u00e8 chiaramente indicato se fu convocato l&#039;intero Gran Consiglio ebraico, e di solito si riuniva in una residenza privata nel cortile interno del Tempio, chiamata Consiglio (Vouli) dallo storico Giuseppe Flavio. Ma sembra che l&#039;incontro avvenne di notte nella casa del sommo sacerdote, e nel suo cortile era presente Pietro con i servi. Molti commentatori ritengono che il racconto pi\u00f9 probabile sia quello di Luca, il quale dice che Ges\u00f9 fu rinchiuso tutta la notte nella casa del sommo sacerdote, deriso dalle guardie, in attesa del mattino in cui fu convocato il concilio (Luca 22:54- 71). Il rinnegamento di Ges\u00f9 da parte di Pietro avvenne durante la notte prima che si tenesse il concilio. In ogni caso va detto che i Vangeli non mirano a riportare i fatti del processo avvenuto o una descrizione dettagliata degli avvenimenti, ma sono testi religiosi che portano con s\u00e9 uno speciale carattere teologico. Gli evangelici vogliono distinguersi <strong>Confessione messianica di Ges\u00f9<\/strong> Di fronte ai leader ufficiali ebrei, questa confessione fece arrabbiare il consiglio e port\u00f2 alla decisione di condannarlo a morte. Gli onorevoli scrittori non vogliono fornire dettagli di carattere giuridico sul processo in corso. Non possiamo dare un significato fondamentale al tentativo di alcuni scrittori contemporanei di raccogliere gli \u201cerrori\u201d e le violazioni legali nel processo commesso dal Gran Consiglio Ebraico. Allo stesso modo, non si ottiene alcun profitto cercando di dimostrare che gli ebrei hanno agito contro la legge. Agli evangelici non interessa il processo illegale che ha avuto luogo, ma piuttosto la fede della Chiesa nella messianit\u00e0 di Ges\u00f9, condannato a morte dagli ebrei, e la convinzione che questa morte sia avvenuta per salvare l&#039;umanit\u00e0 dal peccato secondo la volont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p>Dopo questo chiarimento di quanto precede, veniamo alla presentazione degli avvenimenti cos\u00ec come riportati dall&#039;evangelista Marco. In <strong>Versetti 55-59<\/strong> Parla dell&#039;arrivo di molti falsi testimoni le cui testimonianze non concordavano, e poi menziona due falsi testimoni che affermavano di aver sentito l&#039;accusato parlare di demolire il tempio e di costruire un nuovo tempio in tre giorni. Questa affermazione appare sulle labbra di Ges\u00f9 solo in Giovanni 2,19, dove la attribuisce al \u00abtempio del suo corpo\u00bb (cfr. anche At 6,14). Marco annota in modo peculiare: Quando il sommo sacerdote invit\u00f2 Ges\u00f9 a rispondere alle accuse contro di lui, il Signore rimase in silenzio. Questo silenzio fa venire in mente una profezia <strong>Isaia 53:7 \u201cE come un agnello che tace davanti a coloro che lo tosano, non apre la bocca\u201d.<\/strong>.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 tace, sapendosi servo di Dio in cammino verso la sofferenza, ma per la prima volta dichiara pubblicamente di essere il Messia. <strong>(versetti 61-62)<\/strong> Preannuncia anche la sua gloriosa venuta. La domanda del sommo sacerdote a Ges\u00f9 nel versetto 61: \u201cSe il Messia \u00e8 il Figlio del Benedetto\u201d, d\u00e0 l\u2019impressione che il Messia nei testi ebraici non sia chiaramente descritto come il Figlio di Dio. Molti commentatori moderni notano qui:<\/p>\n<p>R - La questione del sommo sacerdote \u00e8 stata posta dagli evangelisti in un modo che riflette l&#039;espressione cristologica della Chiesa (pertinenza di Cristo).<\/p>\n<p>B \u2013 La risposta di Ges\u00f9 \u00e8 piuttosto un\u2019espressione della fede della Chiesa nella sua messianit\u00e0.<\/p>\n<p>La prima osservazione \u201cA\u201d \u00e8 ovviamente possibile perch\u00e9 gli evangelisti, quando raccontano gli episodi legati a Ges\u00f9, usano espressioni cristiane che si sono formate nell&#039;abbraccio della chiesa. Possiamo anche dire che il sommo sacerdote ebreo, attraverso una domanda, non presenta il concetto ebraico del Messia, ma piuttosto l&#039;opinione dei suoi seguaci su di lui, oppure che intende invitare Ges\u00f9 a dire che \u00e8 il Figlio di Dio in un modo che prova la sua accusa di \u201cblasfemia\u201d. Per quanto riguarda la seconda osservazione, &quot;B&quot;, possiamo dire quanto segue: questi interpreti moderni vogliono dire che la risposta data al sommo sacerdote non viene da Ges\u00f9 stesso, ma dalla fede della Chiesa nella persona di Cristo come Figlio di Dio. Ma crediamo che la risposta positiva di Cristo, come spiegheremo pi\u00f9 avanti, costituisca un elemento storico perch\u00e9 egli ha avuto un ruolo decisivo nell&#039;intero processo, soprattutto nella condanna a morte. I Giudei tornarono e lo ripeterono, rivolgendosi beffardamente a Ges\u00f9 nell&#039;ora della crocifissione (Marco 15:32).<\/p>\n<p>D&#039;altra parte, se fosse corretto il punto di vista secondo cui la risposta di Ges\u00f9 al sommo sacerdote \u00e8 corretta, bisognerebbe menzionare anche la risurrezione, perch\u00e9 costituisce una parte essenziale della fede della chiesa primitiva, come appare nella confessione di fede di cui attesta il Nuovo Testamento.<\/p>\n<p>La risposta di Ges\u00f9 (versetto 62) \u00e8 esplicitamente positiva. Altrimenti non vi \u00e8 alcuna giustificazione per il dispiacere e l\u2019accusa di \u201cblasfemia\u201d del sommo sacerdote. La formula della risposta, di cui si parla in Matteo 26,64, che secondo alcuni porta con s\u00e9 una nascosta negazione (\u201cGes\u00f9 gli disse: Tu l&#039;hai detto. Da ora in poi vedrai\u201d), ha il seguente significato: quando chiedendo al sommo sacerdote se \u00e8 lui il Cristo, o meglio il Messia politico atteso prima. Agli ebrei, Ges\u00f9 risponde con i versetti del Salmo 109,1 e Daniele 7,13 che non \u00e8 il Messia come credono gli ebrei, ma come credono. un servo che soffre adesso e come il Figlio dell&#039;Uomo che verr\u00e0 nella gloria pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p><strong>Responsabilit\u00e0 degli ebrei:<\/strong><\/p>\n<p>Dopo questa risposta, il sommo sacerdote si stracci\u00f2 le vesti e fece notare la \u201cblasfemia\u201d che Ges\u00f9 aveva commesso <strong> (versetto 63)<\/strong>. Secondo gli ebrei, questa bestemmia \u00e8 pi\u00f9 chiaramente dimostrata nel fatto che Ges\u00f9 ha trasceso i limiti umani ritenendosi Figlio di Dio (cfr Gv 5,18; 10,33 e 36, 19,7). Il sommo sacerdote ebreo non riconosce la rivelazione di Dio nella persona di Cristo, e la sua affermazione di essere il Figlio di Dio e di essere sul punto di venire come giudice \u00e8 considerata una bestemmia inaccettabile.<\/p>\n<p>A causa di questa \u201cblasfemia\u201d si decise di condannare a morte Ges\u00f9 <strong>(versetto 64)<\/strong>Sapendo che nel racconto di Luca l\u2019evangelista non parla della decisione del concilio e della sentenza di morte (cfr Lc 22,70-71).<\/p>\n<p>Molti si chiedono oggi se il concilio ebraico condann\u00f2 a morte Ges\u00f9 e poi chiese la ratifica della sua decisione da parte del governatore romano, perch\u00e9 il concilio non aveva il diritto di imporre la pena di morte (cfr Gv 8,31b), oppure se abbia prima interrogato Ges\u00f9 per raccogliere prove contro di lui che aiutino Pilato a condannarlo. Cos\u00ec, alcuni interpreti affermano che il concilio condann\u00f2 a morte Ges\u00f9, volendo scaricare tutta la responsabilit\u00e0 sui capi ebrei, mentre altri dicono che il ruolo del concilio si limit\u00f2 a interrogare preventivamente Ges\u00f9 per determinare l&#039;accusa contro Pilato, e questo a sua volta emise la condanna a morte di Ges\u00f9. Questi ultimi interpreti attribuiscono la responsabilit\u00e0 ai romani, sostenendo che si basano sulla narrazione degli eventi di Luca. Ma questo argomento \u00e8 contro di loro, perch\u00e9 \u00e8 noto che Luca, in tutto il suo Vangelo, cerca di giustificare i romani da ogni persecuzione contro i cristiani. Pertanto, il Vangelo di Luca, cos\u00ec come gli Atti degli Apostoli, era considerato la prima difesa del cristianesimo davanti ai governanti romani.<\/p>\n<p><strong>Punto di vista della Chiesa:<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante alcuni tentativi da parte dei commentatori moderni di attribuire la responsabilit\u00e0 della crocifissione al sovrano romano, \u00e8 chiaro che gli evangelici sottolineano il ruolo importante svolto dalla leadership religiosa ebraica nel processo di condanna a morte di Ges\u00f9. Questo punto di vista degli evangelisti circa la responsabilit\u00e0 degli ebrei ha un&#039;eco nei detti degli Apostoli, soprattutto di Pietro, negli Atti, dove deduciamo che fosse il punto di vista prevalente nella Chiesa primitiva (vedi, ad esempio, Atti 2:23, \u201cQuest\u2019uomo Ges\u00f9\u2026 \u00e8 stato crocifisso e messo a morte per mano dei peccatori\u201d; Atti 2:26, \u201c\u2026quest\u2019uomo che voi avete crocifisso\u201d; Atti 3:13-15 \u201c; Ges\u00f9, che tu hai consegnato e rinnegato davanti a Pilato...\u201d; 30 \u201cCi\u00f2 che hai detto, appendendolo al palo della vergogna\u201d le parole di Stefano in Atti 7:52, \u201cColui che ora hai tradito e ucciso\u201d vedi anche Atti 4:10, 10:40, 13:29...; ). Naturalmente, nella sua predicazione, la Chiesa sottolinea la responsabilit\u00e0 degli ebrei, e allo stesso tempo attribuisce questa responsabilit\u00e0 alla loro ignoranza, per guidarli al pentimento e alla fede che Cristo crocifisso e risorto \u00e8 anche il loro salvatore.<\/p>\n<p>Subito dopo la condanna a morte, l&#039;evangelista accenna allo scherno <strong>(versetto 65)<\/strong>. \u00c8 noto nell\u2019antico Oriente che dopo le condanne a morte del tribunale, i condannati venivano derisi e derisi per dare l\u2019esempio agli altri. Se l&#039;evangelista ci presenta con uno scherno, allora vuole sottolineare che Ges\u00f9 Cristo soffre e viene deriso come \u00e8 scritto di lui in Isaia (soprattutto al capitolo 53), e che rappresenta il servo sofferente che cammina senza lamentarsi ed \u00e8 obbediente a Dio. il Padre. Per questo gli altri evangelisti menzionano tutti gli scherni, in punti diversi nel racconto di ciascuno (vedi Matteo 26:27-68, Luca 22:63-65, 23:11, Giovanni 18:22-23, 19:2-3). .<\/p>\n<p><strong>La smentita di Pietro:<\/strong><\/p>\n<p>Il rinnegamento di Pietro (vv. 66-72) avviene nella \u201ccasa bassa\u201d del sommo sacerdote mentre questi si scaldava con i servi, seduto accanto al fuoco, dove i servi si riunivano per ripararsi dal freddo della notte e forse per commentare gli eventi. Pietro nega ogni suo rapporto con Ges\u00f9 di Nazaret quando gli viene chiesto per la prima volta da una delle ancelle del sommo sacerdote, e per la seconda volta dalla stessa serva (e questa volta non si rivolge direttamente a lui, ma piuttosto parla di lui ai presenti), e per la terza volta da \u201cquelli presenti\u201d. Dopo il terzo rifiuto, il suono del gallo arriva a ricordare allo studente turbato la predizione del suo insegnante su di lui. Allora Pietro automaticamente paragon\u00f2 il suo desiderio di seguire Ges\u00f9 fino alla morte (Mc 14,31: \u00abAnche se dovessi morire con te, non ti rinnegherei\u00bb) che aveva espresso poco prima, con l&#039;amara realt\u00e0 di negandolo tre volte. <strong>per capire<\/strong> In lacrime. Queste lacrime erano ovviamente lacrime di pentimento. La domanda di Ges\u00f9 risorto a Pietro <strong>&quot;Mi ami?&quot;<\/strong> Tre volte (cfr Gv 21,15...) \u00e8 per lui una sorta di \u201crestaurazione\u201d, cos\u00ec come la sua opera apostolica e la sua morte per Cristo. Tutto ci\u00f2 indica quanto profondo e sincero fosse il suo pentimento. Gli onorevoli evangelisti hanno accennato a questo episodio di rinnegamento senza nasconderlo per ragioni educative.<\/p>\n<\/p>\n<hr \/>\n<p><a name=\"01\" href=\"#(1)\" style=\"text-decoration: none;\">(1)<\/a> Riferimenti sulla Passione: {\u201cQuesta nota \u00e8 stata inserita nel libro nel corpo del testo come fine del paragrafo (p. 233), ma abbiamo pensato che fosse meglio metterla in Internet mettendola in nota in modo da non interrompere il contesto del testo.\u201d\u2026 (La Rete)}<\/p>\n<ul dir=\"ltr\">\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Antoniadou E., O Character tou televtaiou deipnou tou Kyriou kai o aetos tis thias Evcharistias, Atene, 1961<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Iannakopoulou Ioil, I Zoi tou Christou, Tomo 5, Settimana Santa A&#039; e B&#039;, Kalamai, 1953.<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Gratsea G., O Stravors, trattato biblico e storico condensato, OHE, Tomo 11, Atene, 1967.<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Damala N., Erminia tis Kainis Diathikis, Tomi 2-4, Atene, 1982.<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Doikou D., To Biblikon Ebraikon Pascha, Salonicco, 1969.<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Theochari A., To Chronologikon Problima ton Pathon tou Kyriou, Deltion Biblikon Meleton 1, 1971, pp. 34-51.<\/p>\n<\/li>\n<li dir=\"ltr\">\n<p dir=\"ltr\">Karavidopoulo, To Pathos tou Christon, Salonicco, 1974.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><a name=\"02\" href=\"#(2)\">(2)<\/a> Rivelare (apocalittico).<\/p>\n<p><a name=\"03\" href=\"#(3)\">(3)<\/a> Vedi Dr. Adnan Tripoli, Commento al Vangelo di Matteo, Parte Terza, Appendice: Storia della Crocifissione... (Al-Shabaka)<\/p>\n<p><a name=\"04\" href=\"#(4)\">(4)<\/a> Pasta al Monte degli Ulivi.<\/p>\n<p><a name=\"05\" href=\"#(5)\">(5)<\/a> Cio\u00e8, gioved\u00ec.<\/p>\n<p><a name=\"06\" href=\"#(6)\">(6)<\/a> protyposis, cio\u00e8 un&#039;immagine precedente del mistero del ringraziamento divino (vedi la spiegazione del brano di Marco 6,30-44, il miracolo dei pani e dei pesci)<\/p>\n<p><a name=\"07\" href=\"#(7)\">(7)<\/a> Digitare qualsiasi accordo di servizio.<\/p>\n<p><a name=\"08\" href=\"#(8)\">(8)<\/a> L&#039;Eucaristia \u00e8 il sacramento del rendimento di grazie, il sacrificio divino o la messa divina.<\/p>\n<p><a name=\"09\" href=\"#(9)\">(9)<\/a> Riguardo agli ultimi giorni.<\/p>\n<p><a name=\"10\" href=\"#(10)\">(10)<\/a> \u201cInfatti ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finch\u00e9 egli venga\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"11\" href=\"#(11)\">(11)<\/a> Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedere Dr. Adnan Tripoli, Commento al Vangelo di Matteo, parte terza, Appendice: Storia della crocifissione... (Al-Shabaka)<\/p>\n<p><a name=\"12\" href=\"#(12)\">(12)<\/a> Scopri la mostra di icone ortodosse nella rete... (Al-Shabaka)<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u0632 &#8211; \u0627\u0644\u0622\u0644\u0627\u0645 \u0648\u0627\u0644\u0642\u064a\u0627\u0645\u0629 14: 1 &#8211; 16: 8 \u0627\u0644\u062e\u0635\u0627\u0626\u0635 \u0627\u0644\u0639\u0627\u0645\u0629 \u0644\u0644\u0631\u0648\u0627\u064a\u0627\u062a \u0627\u0644\u0625\u0646\u062c\u064a\u0644\u064a\u0629 \u062d\u0648\u0644 \u0627\u0644\u0622\u0644\u0627\u0645: (1) \u0642\u0628\u0644 \u062a\u0641\u0633\u064a\u0631 \u0627\u0644\u0631\u0648\u0627\u064a\u0629 \u0639\u0646 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